La conferenza surreale di Fabregas dopo aver fatto la storia in Champions: due minuti e una sola domanda

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Il Como travolge il Lens 9-1 e firma una delle vittorie più clamorose della sua storia europea. Ma dopo l’impresa la conferenza di Cesc Fabregas dura appena due minuti. Una sola domanda, una risposta e tutti a casa.

Ci sono serate che sembrano costruite apposta per essere raccontate. Serate nelle quali il risultato apre una quantità infinita di spunti, il campo consegna immagini destinate a rimanere nella memoria e l'allenatore diventa inevitabilmente il primo interlocutore per provare a spiegare ciò che è appena accaduto. E poi ci sono serate come quella del Como a Lens, capaci di entrare nella storia della Champions e, contemporaneamente, di regalare una delle conferenze stampa più brevi e surreali che si possano immaginare.

La squadra di Fabregas ha travolto i francesi con un clamoroso 9-1, un risultato che non ha bisogno di particolari interpretazioni per raccontare la dimensione della serata. Una valanga di gol, una prestazione dominante e una pagina destinata a rimanere negli archivi del club. Eppure, al termine della partita, tutto ciò che l'allenatore dei lariani ha avuto modo di raccontare ai giornalisti si è consumato in appena due minuti.

Una domanda. Soltanto una. Il tecnico spagnolo si è presentato davanti ai cronisti e, dopo una sola domanda, ha concluso il suo intervento. Nessun lungo confronto, nessun approfondimento sulla goleada, nessuna sequenza di quesiti per provare a capire cosa abbia trasformato una trasferta europea in una serata da 9-1. Una situazione quasi paradossale se rapportata alla portata dell'impresa appena realizzata dal Como.

Fabregas non cambia idea: "Non è cambiato niente"

La domanda rivolta a Fabregas prende spunto dalla precedente trasferta europea e dalla capacità del Como di aver imparato la lezione dopo quella sconfitta. Il tecnico, però, respinge la lettura secondo cui la squadra avrebbe cambiato atteggiamento. Per lui la differenza fondamentale è molto più semplice: questa volta il risultato ha sorriso al Como.

Non sono d'accordo, non è cambiato niente. L'unica differenza è il risultato, l'altra volta abbiamo perso e ora abbiamo vinto. L'atteggiamento era lo stesso, abbiamo fatto una buona partita con il Feyenoord ma abbiamo perso perché loro hanno fatto tre gol e sono stati più lucidi di noi davanti alla porta. Con il Lens è andato tutto bene, i giocatori erano carichi come sempre, noi siamo motivati in tutte le partite che giochiamo. Non possiamo solo dire che l'altra volta quando abbiamo perso c'è stato un altro atteggiamento rispetto alla vittoria in Francia. Io non la vedo così, io provo sempre ad analizzare gli episodi: con il Feyenoord ovviamente abbiamo sbagliato qualcosa, ma non possiamo discutere l'aggressività e l'attitudine che i ragazzi mettono sempre in campo.

Il concetto è chiaro: Fabregas non vuole che il 9-1 modifichi la lettura del percorso e per l'allenatore la chiave sta soprattutto nella lettura degli episodi. Ma è proprio qui che nasce il paradosso della serata.

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Il Como ha appena firmato una vittoria enorme, una di quelle partite che normalmente richiederebbero una conferenza stampa interminabile. Ci sarebbero domande sul 9-1, sulla prestazione dei singoli, sulla crescita della squadra, sulle ambizioni europee, sulla gestione della gara e persino sulla dimensione che questo risultato può assumere nella storia del club. Invece no. Due minuti e una sola domanda.

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