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Klinsmann durissimo: “In Italia Yamal e Musiala giocherebbero in serie B per fare esperienza”

Jurgen Klinsmann ha vissuto gli anni d’oro del calcio italiano quando oltre ai migliori stranieri c’erano anche fuoriclasse cresciuti nei nostri vivai. Oggi si vive il disastro del terzo Mondiale mancato: “Pagate la mancanza di coraggio e di fiducia verso i giovani”
A cura di Alessio Pediglieri
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Jurgen Klinsmann si è goduto la Serie A dei grandi campioni, quando in Italia arrivavano sì stranieri ma giocatori di altissima qualità, "selezionati" tra la crème internazionale, quando era un vanto poter giocare nel nostro campionato. Oggi, l'ex stella tedesca che ha legato gran parte della sua carriera ai colori nerazzurri ed è fortemente legato al nostro calcio, tanto da avere il figlio Jonathan titolare tra i pali del Cesena in Serie B, è stato durissimo nei confronti di un sistema che è imploso su se stesso: "Pagate la mancanza di fiducia e di coraggio".

Parole pensanti, dure, che dovrebbero produrre non solo una reazione di sdegno ma, e soprattutto, di orgoglio per iniziare a risalire la china da subito. Perché intrise di verità che da anni sono sotto gli occhi di tutti ma che chi di dovere ha finto di non vedere volgendo ciclicamente lo sguardo altrove. Jurgen Klinsmann dopotutto parla con la voce e il piglio di chi il calcio italiano lo conosce da tempo, e a fondo. Da calciatore ha vissuto anni straordinari con la maglia dell'Inter, ai tempi dell'armata nerazzurra guidata da Trapattoni che annoverava altri due tedeschi doc, Brehme e Matthaus, conquistando una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa. Da padre, perché suo figlio Jonathan, portiere classe 97, oggi gioca a Cesena.

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Klinsmann: "Ho faticato a dormire, siete senza coraggio: Yamal o Musala li mandereste in B"

"Ho sofferto tantissimo con i miei amici italiani di Los Angeles" ha spiegato l'ex bomber teutonico, riferendosi ai playoff persi dall'Italia in Bosnia che sono costati il terzo Mondiale consecutivo mancato per gli Azzurri. "La notte dopo ho faticato a dormire" ha rivelato ai microfoni Rai. "L'Italia? Sta pagando la mancanza di leader ma non solo. Paga l'assenza di giocatori che saltino l'uomo e di coraggio e di fiducia verso i giovani".

Parole che dipingono il quadro desolante del nostro movimento che oggi sta cercando disperatamente la via di fuga per non annegare definitivamente. Con Klinsmann che chiude con un'ultima amarissima provocatoria lettura della realtà: "Ci sono tanti allenatori, però ancora oggi si lavora solo con l'obiettivo di non perdere anziché di vincere a tutti i costi. E i risultati sono questi. Da voi Yamal e Musiala probabilmente verrebbero mandati in serie B per fare esperienza".

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