Si va verso la decisione definitiva per Juventus-Inter. Il big match della prossima giornata di Serie A, dovrebbe disputarsi regolarmente domenica sera con fischio d'inizio alle 21, a porte chiuse per l'emergenza Coronavirus. Questo il verdetto emesso dalla riunione tenutasi oggi tra il presidente della Regione Piemonte, i prefetti, i sindaci e i presidenti delle province. Confermato dunque l'orario iniziale della gara, e smentito il possibile slittamento del match a lunedì.

Juventus-Inter a porte chiuse, arriva la conferma

C'era grande attesa per l'esito della riunione tenutasi oggi tra il presidente della Regione Piemonte, i prefetti, i sindaci e i presidenti delle province, su Juventus-Inter. Secondo quanto riportato da Sky Sport, non cambia la decisione sul posticipo domenicale della 26a giornata della Serie A che dovrebbe giocarsi dunque regolarmente alle 20.45.

Il prefetto di Torino: Niente pubblico, salvo nuovi provvedimenti

Se non intervengono nuovi provvedimenti – ha affermato il prefetto di Torino, Claudio Palomba – che superino il decreto del governo, Juventus-Inter sarà giocata a porte chiuse.

Nell'attesa di comunicazioni ufficiali da parte della Federazione e della Lega Calcio, le parole del prefetto di Torino ribadiscono dunque la linea emersa in questi giorni: ovvero garantire il regolare svolgimento del match, evitare di differirlo ad altra data (ipotesi che avrebbe ingarbugliato ulteriormente il calendario dei recuperi), escludere anche la possibilità che il match fosse posticipato di 24 ore per aprire l'impianto al pubblico.

Marotta: La salute dei cittadini va salvaguardata

Alla fine, quindi, ha prevalso la massima cautela rispetto alla situazione di emergenza per l'epidemia di Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione). Il confronto tra bianconeri e nerazzurri si giocherà a porte chiuse, Giuseppe Marotta, a.d. dell’Inter ed ex della Juventus, ha ammesso a Sky.

Giocare a porte chiuse è una situazione forzata ma come ha spiegato il presidente Andrea Agnelli la salute dei cittadini va salvaguardata e quindi anche se a malincuore accettiamo questa decisione.