Italia derisa per il video dei calciatori che esultano per la Bosnia: “Dimarco, ora non festeggi?”

L'Italia è stata battuta ed eliminata dalla Bosnia ai rigori. Per la terza volta consecutiva non parteciperà ai Mondiali. Oltre alla cocente delusione, incassa anche gli sfottò tremendi per il video dell'esultanza di Dimarco e Vicario, contenti per aver pescato i balcanici e non il Galles quale avversari nella finale playoff. Il karma s'è abbattuto sugli Azzurri con il sibilo di un boomerang: lo senti arrivare ma non hai il tempo di schivarlo e ti mette ko. Lo scherno della Rete in tutte le lingue del mondo ci ha messo il carico da novanta sopra. "Dimarco, ora non festeggi?", è la strofa più suonata e accompagnata da un riff di dileggio. Basta dare un'occhiata alla media dei "meme", dei commenti e delle frasi che pullulano sulle piattaforme social, con tanto combo fotografiche associate al ghigno del difensore interista e al sorrisetto del portiere del Tottenham.
"La Bosnia ed Erzegovina ha eliminato l'Italia, che era felice di essere stata sorteggiata contro di loro, e si è qualificata per i Mondiali". È una delle frasi più semplici e dirette che arriva addosso come una scudisciata, lasciando un segno profondo sull'orgoglio di un Paese che eccelle nel tennis, nella pallavolo e adesso intravede lumi di successo anche nella F1 ma è sprofondato nel baratro quanto al calcio.
Non c'è bisogno di fare battute taglienti. L'evidenza dei fatti rende tutto così tragicomico di suo. Dal prendersi gioco della sua avversaria (nonostante lo stesso Dimarco abbia provato a smentire e a smorzare l'impressione che mezzo mondo ha avuto) all'essere fuori dalla Coppa del Mondo in un paio di giorni è un attimo. E c'è chi raccoglie in due date, nei cinque giorni compresi tra il 26 e il 31 marzo tutto il senso della disfatta che è lo specchio della sicumera: "La Bosnia batte il Galles, i giocatori italiani vengono visti ridere dopo aver saputo che avrebbero affrontato la Bosnia in finale. La Bosnia batte l'Italia e la elimina dai Mondiali del 2026". Fa male anche solo a leggerlo.
"Classica arroganza di chi paga tutto". È uno dei commenti più gettonati usando quel termine che aveva scatenato le proteste dei bosniaci, pronti a lavare sul campo l'onta di quell'atteggiamento. E il campo ha dimostrato che quel pugno serrato davanti alla tv mentre i gallesi sbagliavano i calci di rigore è stata la cosa più improvvida, ingenua e farlocca si potesse fare, dando un'immagine poco edificante di noi stessi. È stato un mezzo "agguato", la Rai non avrebbe dovuto mostrare quella sequenza video: è la versione partigiana di chi sostiene che quello scoop era da evitare. E oggi tutto il mondo ci rinfaccia.
Tremenda anche l'immagine proposta dall'account spagnolo di DAZN. Sia chiaro, non è stata una presa in giro ma solo la fotografia di una realtà spiacevole. "Almeno fino al 2030 questa rimarrà l'ultima partita dell'Italia in un Mondiale", la riflessione a corredo delle foto di Chiellini e Suarez dopo il morso e il gol di Godin che a Brasile 2014 ci rispedì a casa direttamente dai gironi. Che botta, davvero. Ma le cose stanno esattamene così. E non c'è verso di cambiarle. Non è un brutto sogno. Se chiudi gli occhi e li riapri, trovi tutto uguale a prima.