In Inghilterra un arbitro è stato condannato a 9 mesi di carcere e sospeso per reato di immagine infantile

La parabola di David Coote, un tempo arbitro di punta della Premier League, si è chiusa nel modo più drammatico possibile. L’ex direttore di gara inglese è stato condannato a nove mesi di carcere con pena sospesa per due anni per il possesso di un video indecente raffigurante un minore, un reato classificato nella categoria più grave prevista dalla legge britannica.
Il nome di Coote era già balzato agli onori delle cronache negli ultimi mesi per una serie di scandali che avevano di fatto distrutto la sua carriera. Prima la diffusione virale di un video in cui insultava Jürgen Klopp, allora allenatore del Liverpool, episodio che aveva portato al suo licenziamento. Poi un secondo filmato, circolato durante gli Europei del 2024, in cui appariva mentre faceva uso di una sostanza bianca, proprio mentre era impegnato come arbitro nella competizione continentale.

Come se non bastasse, Coote era stato coinvolto anche in un’indagine della Football Association per presunti episodi di partite truccate e gestione sospetta dei cartellini gialli, accusa dalla quale era stato successivamente assolto. Tuttavia, il procedimento penale ha segnato un punto di non ritorno.
David Coote condannato a 9 mesi per reato di immagine infantile
Nel corso del processo, il giudice ha accertato che sul computer dell’ex arbitro fosse presente un video di oltre due minuti che ritraeva un ragazzo di 15 anni. La difesa ha sostenuto che il materiale risalisse a sei anni fa, periodo in cui Coote attraversava una fase di profondo disagio psicologico, coincisa con l’inizio di una dipendenza dalla cocaina. L’ex arbitro ha dichiarato di essere lontano dalla droga da undici mesi, di seguire un percorso terapeutico e di lavorare oggi in un ruolo amministrativo, affiancato da uno psichiatra.
Oltre alla condanna sospesa, il tribunale ha imposto a Coote un ordine di prevenzione delle lesioni sessuali della durata di dieci anni. Una sentenza che chiude definitivamente la sua esperienza ai massimi livelli del calcio e consegna la sua storia a una lunga scia di polemiche, errori e cadute personali.