Il tatuatore di Spalletti svela la verità sul tatuaggio dello Scudetto del Napoli: non lo voleva così

Domenica sera il Maradona riaccoglierà Luciano Spalletti due anni e mezzo dopo il terzo Scudetto della storia del Napoli, vinto nel 2023 dopo la meravigliosa cavalcata guidata da Osimhen e Kvaratskhelia. Nessuno di loro sta più sul Golfo, la vita continua, Spalletti oggi allena la Juventus, ma emozioni e sentimenti restano. Alla vigilia del match, il 66enne tecnico toscano ha ripetuto che qualsiasi sarà l'accoglienza dei tifosi partenopei nei suoi confronti, niente potrà cancellare quello che prova e proverà per sempre: "Tornare al Maradona sarà un'emozione incandescente. Ho tantissimi amici e bambini che mi aspettano, conterà quello che sarà il mio sentimento d'affetto nei loro confronti, non come sarò accolto". Spalletti ha qualcos'altro di incancellabile: il tatuaggio con lo Scudetto numero 3 e lo stemma del Napoli. Un tatuaggio che non avrebbe dovuto essere così, nelle intenzioni di Luciano, svelate oggi dal suo autore.

Il tatuatore di Spalletti: "Lui voleva solo la lettera N stilizzata del Napoli"
"Lui voleva tatuarsi solo la lettera ‘N' stilizzata del Napoli sull'avambraccio sinistro, io gli consigliai di aggiungere lo scudetto con il numero 3 e Spalletti ne fu subito entusiasta – racconta Valentino Russo – Ci vollero due ore per completare il lavoro. Parlammo tanto, mi colpì per la sua umiltà, insolita nel mondo del calcio. Poi fu lui ad autorizzarmi a pubblicare per la prima volta la foto del tatuaggio, disse che me lo meritavo, quella sera volle anche offrirmi la cena. Poi ci siamo rivisti, mi ha invitato nella sua tenuta di Montaione e una volta l'ho visto a Empoli allo stadio".

Il tatuatore napoletano è convinto che l'attuale allenatore della Juventus sia tuttora ben felice di portare sempre con sé la memoria di una gioia così grande: "I tatuaggi servono spesso per rivivere i momenti speciali della propria vita – spiega a ‘Repubblica' – Luciano Spalletti voleva essere accompagnato ogni giorno dal ricordo indelebile dello Scudetto vinto con il Napoli e per questo si rivolse a me. Era sicurissimo di quello che stava facendo e sono convinto che non se ne sia mai pentito. Anch'io ho un ricordo speciale di lui, ceneva tantissimo a quel tatuaggio, mentre glielo facevo mi osservò attentamente".