Il nazionale ucraino Roman Maksymiuk identificato col DNA della figlia: è morto in battaglia

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Un altro nome di ex sportivo di alto livello si aggiunge alla lista lunghissima di morti in guerra sul fronte ucraino dopo l’invasione russa: Roman Maksymyuk era stato compagno di Shevchenko in nazionale, è stato ucciso a 50 anni nel Donetsk.

Alle centinaia di migliaia di vittime della guerra tra Ucraina e Russia si è aggiunto anche l'ex calciatore della nazionale Roman Maksymyuk: il centrocampista di Zenit San Pietroburgo, Dinamo Kiev e Dnipro – che era stato compagno di Shevchenko nella selezione ucraina tra il 1998 e il 2002 (5 presenze) – è morto a 50 anni sul fronte di Pokrovsk, nella regione del Donetsk, in azione di combattimento mentre cercava di uscire da un accerchiamento delle forze russe.

La data stimata della morte è intorno al 30 gennaio 2025: Maksymyuk era stato considerato disperso in azione per circa 20 mesi. L'identificazione è arrivata soltanto adesso, nell'ottobre del 2026, tramite l'analisi del DNA: il confronto con un campione fornito dalla figlia Daria ha dato esito positivo. È stata la moglie Vira a dare ufficialmente la notizia il 16 ottobre, dopo i risultati dell'esame.

La moglie di Roman Maksymiuk annuncia la morte dell'ex calciatore della nazionale

"Il miracolo non è avvenuto… un anno di speranza, attesa, preghiere e fede… un anno durante il quale abbiamo vissuto tra cielo e terra, ci siamo aggrappati alla più piccola speranza e abbiamo creduto che Roman sarebbe tornato a casa – ha scritto sui social la moglie di Maksymyuk – Grazie a tutti coloro che hanno pregato, sostenuto, aiutato nelle ricerche e non hanno lasciato spegnere la speranza. Grazie a ciascuno di voi per aver ricordato Roman insieme a noi. Vi chiedo di ricordare il mio Roman. Non era solo un disperso. Era un marito, un padre, un figlio, un amico. Una persona amata e attesa".

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Il post della moglie di Roman Maksymyuk

L'ultimo segnale di vita dato dall'ex calciatore ucraino era stato proprio quel 30 gennaio dello scorso anno: aveva telefonato a Vira dicendole che stava andando in posizione sul fronte di Pokrovsk e che avrebbe potuto essere non più raggiungibile per un po' di tempo. Quel tempo tuttavia è diventato infinito: da quel momento non ci sono più state sue notizie. Maksymyuk è stato ucciso nella mattanza infinita del Donetsk, proprio durante il tentativo di uscire dall'accerchiamento.

Si era è arruolato volontario nell'autunno 2022, dopo l'invasione su larga scala delle forze russe, servendo come artigliere nella 25ª Brigata aeromobile. Inizialmente a Lutsk, poi trasferito sul fronte di Kharkiv e infine su quello di Pokrovsk.

In precedenza, dopo aver appeso le scarpette al chiodo nel 2011, aveva ottenuto la licenza da allenatore, senza tuttavia riuscire ad affermarsi e farne un lavoro. Prima della guerra lavorava come magazziniere in un supermercato a Lutsk. Nei primi mesi dell'invasione aveva anche partecipato a tornei di calcio di beneficenza con altri veterani per raccogliere fondi per sostenere il conflitto.

La notizia ha avuto ampia copertura sui media ucraini. Già nel giugno 2025, mentre era ancora disperso, la nazionale lo aveva onorato prima dell'amichevole contro il Canada a Toronto: i giocatori erano entrati in campo con la sua maglia del Volyn Lutsk (l'ultimo club in cui aveva militato) e il suo giubbotto militare.

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