Il Getafe di Bordalas in Europa con un attacco da retrocessione: vince anche senza tirare in porta

Il Getafe potrebbe chiudere la stagione centrando la qualificazione in Europa con un attacco da retrocessione. È l'impresa della squadra guidata da José Bordalas, un allenatore pratico che con il minimo sforzo si porterebbe a casa il risultato migliore possibile: il suo calcio non è chiaramente votato all'attacco, eppure il suo gruppo è assieme alle migliori della Liga e sogna di ritornare in Europa tirando in porta il meno possibile e segnando al massimo due gol a partita, alla faccia del "corto muso" di Allegriana memoria.
L'attacco da retrocessione del Getafe
Segnare poco ma difendere bene sono i due punti cardine del gioco di Bordalas che ha fatto del Getafe il suo brillante manifesto. La squadra è sesta in classifica a -5 punti dal quinto posto che per la Spagna potrebbe trasformarsi in uno slot in più per la Champions League, visto che è seconda nel ranking UEFA dietro l'Inghilterra. La piccola squadra sogna in grande macinando numeri che sarebbero in realtà da retrocessione: con 28 gol segnati in 32 partite ha il secondo peggior attacco di tutta la Liga, dietro soltanto all'Oviedo che con due reti segnate in meno è all'ultimo posto.
Il Getafe non ha neanche la miglior difesa, anche se ha subito appena un gol a partita, eppure è a un passo dall'Europa. È un quadro assurdo, quello di una squadra che vince segnando pochissimo e talvolta senza neanche tirare in porta: è il caso della vittoria contro la Real Sociedad, vincitrice della Coppa del Re, che si è condannata da sola segnandosi l'autogol decisivo. Una discreta botta di fortuna, ma dietro c'è tutto il pragmatismo di Bordalas. La sua squadra non ha mai segnato più di due gol in una singola gara (con sole due eccezioni nei primissimi turni della coppa), è solida in difesa e si fa bastare le poche occasioni che riesce a concretizzare, diventando una seria candidata per la Champions pur avendo un attacco da retrocessione.