Gianni Infantino, il quarto mandato è a rischio: chiesta l’ineleggibilità alla presidenza FIFA
La corsa alla presidenza della FIFA del prossimo anno si arricchisce di un nuovo fronte di scontro. FairSquare, organizzazione impegnata sui temi della governance e dei diritti nel mondo dello sport, ha presentato una richiesta formale affinché Gianni Infantino non possa candidarsi per un quarto mandato.
Infantino è presidente della FIFA dal 2016 e, secondo la normativa dell’organizzazione, un presidente può rimanere in carica per un massimo di tre mandati. Il nodo nasce però dal modo in cui è stato conteggiato il primo periodo della sua presidenza.
Infantino-FIFA, il nodo del primo mandato
Eletto nel 2016 dopo le dimissioni di Sepp Blatter, Infantino ha sempre sostenuto che il periodo 2016-2019 non dovesse essere considerato un vero mandato ai fini del limite statutario. Il motivo è legato alla natura particolare di quella prima esperienza: Infantino aveva completato il mandato lasciato incompiuto da Blatter.
Nel 2022 il Consiglio FIFA aveva confermato all’unanimità il parere del Comitato per la Governance, l’Audit e la Conformità, secondo cui il periodo iniziale non doveva essere conteggiato. In questa prospettiva, il mandato iniziato nel 2019 sarebbe stato considerato il primo effettivo.
FairSquare contesta però radicalmente questa interpretazione. Secondo l'organizzazione, lo Statuto FIFA stabilisce semplicemente che nessuno possa ricoprire la presidenza per più di tre mandati, senza introdurre eccezioni legate alla durata del mandato o al tipo di Congresso attraverso cui il presidente è stato eletto.
La richiesta: "Infantino ha già svolto tre mandati"
La lettera, inviata il 13 agosto agli attuali componenti del comitato di revisione della FIFA, sostiene che considerare nullo il periodo 2016-2019 rappresenterebbe una violazione dello spirito e della lettera della norma sui limiti di mandato.
FairSquare chiede quindi che Infantino venga dichiarato ineleggibile alle prossime elezioni, sostenendo che l’eventuale candidatura del presidente costituirebbe in realtà un quarto mandato.
L’organizzazione mette inoltre in discussione la trasparenza del processo che ha portato alla decisione del 2022. Il rapporto del Comitato per la Governance, l’Audit e la Conformità sul quale si sarebbe basato il parere non sarebbe infatti mai stato reso pubblico.
Un nuovo fronte di tensione attorno a Infantino
La questione dei mandati arriva in un momento particolarmente delicato per il presidente della FIFA. Negli ultimi mesi la sua leadership è stata sottoposta a crescenti pressioni e sono emerse divergenze con diverse confederazioni internazionali.
FairSquare aveva già presentato una precedente denuncia nei confronti di Infantino, contestandone anche il rispetto del principio di neutralità politica della FIFA. Ora l'organizzazione torna all'attacco concentrandosi direttamente sulla possibilità che il presidente possa restare alla guida dell'organo calcistico mondiale oltre il limite dei tre mandati.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il rapporto con le principali confederazioni. UEFA, CONCACAF e AFC hanno recentemente espresso pubblicamente critiche nei confronti della gestione di Infantino, alimentando il dibattito sulla sua leadership.
La decisione spetta alla FIFA
Al momento Infantino resta l'unico candidato ad aver manifestato ufficialmente l'intenzione di correre per la presidenza nel 2027. L'eventuale quarto mandato, però, potrebbe essere contestato proprio sul piano dell'eleggibilità.
La richiesta di FairSquare dovrà ora essere valutata dagli organi competenti della FIFA. Il punto centrale sarà stabilire se il triennio 2016-2019 debba essere considerato un mandato a tutti gli effetti oppure, come deciso nel 2022, un periodo distinto perché legato al completamento della precedente presidenza.
Una questione apparentemente tecnica che potrebbe avere conseguenze enormi sugli equilibri del calcio mondiale: dalla sua interpretazione dipende infatti la possibilità per Infantino di presentarsi ancora una volta alle elezioni e puntare a rimanere presidente fino al 2031.