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Gasperini-Fabregas, siparietto da Champions in tv: “Sono contento per il Como a parte quando si buttano”

Gasperini e Fabregas festeggiano in diretta la qualificazione in Champions League. Il tecnico della Roma elogia i lombardi, lo spagnolo svela il segreto della sua giovane squadra.
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Nel penultimo turno di campionato Gasperini e Allegri si sono ritrovati in coppia durante l'intervista sereni e ottimisti in vista di una possibile qualificazione in Champions all'ultima giornata. Se il tecnico della Roma ce l'ha fatta, è stato clamoroso il tonfo interno dei rossoneri contro il Cagliari. Nell'edizione 2026/2027 dunque a giocare nella massima competizione europea saranno i giallorossi e il Como di Fabregas. E proprio il tecnico spagnolo e ancora Gasperini questa volta si sono interfacciati in diretta su DAZN dopo una serata indimenticabile.

Fabregas e Gasperini si salutano con il sorriso in diretta dopo la Champions

In chiusura di intervista Gasp ha ricevuto i complimenti del suo giovane collega del Como e ha risposto scherzando anche sui loro incroci stagionali: "Guarda, sono veramente contento per il Como, perché quest’anno è stata davvero una bellissima espressione di calcio. A parte quando si buttano un po’ in terra… io bisticcio un po' con lui (ride, ndr)". Fabregas ha risposto con il sorriso: "Giocavamo col portiere!". Clima molto disteso dunque con il tecnico della Roma che ha elogiato i lombardi: "Siete stati bravissimi davvero, bravissimi. Un grande esempio di calcio. Vedere giocare il Como è stato sempre molto piacevole".

Il segreto di Fabregas per spingere il Como alla qualificazione Champions

Grande soddisfazione dunque per entrambe le squadre protagonista di una stagione importante e soprattutto capaci di crederci fino alla fine. Lo stesso Fabregas infatti ha spiegato come è riuscito ad inculcare nei suoi ragazzi la mentalità giusta per superare i momenti difficili nella fase cruciale della stagione. Queste le sue parole: "Sensazioni, non lo so. Io tutta la mia vita, anche quando faccio dei cambi, alcune volte penso una cosa, sento un’altra e faccio l’altra. Così. Non lo so dire. L’altro giorno, prima del Parma, è vero, gli ho detto che con due vittorie saremmo andati in Champions League. Gli ho fatto vedere un video di un ciclista che era sesto e che a un certo punto inizia ad andare più forte. Alla fine mette la ruota davanti e arriva primo proprio all’ultimo secondo. E questo è quello che abbiamo fatto noi. Abbiamo avuto il pareggio con l’Udinese, la sconfitta col Sassuolo, la partita con l’Inter, e sapevamo che dovevamo fare cinque o sei vittorie di fila. Col Napoli non ci siamo riusciti, però la sensazione è sempre stata quella: eravamo lì. E alla fine ce l’abbiamo fatta".

L'orgoglio più grande? Quello di essere andati in Champions con una rosa molto giovane e plasmata a propria immagine e somiglianza: "Dove colloco questo risultato? Altissimo. Altissimo perché bisogna valutare tante cose. Adesso è difficile dare una risposta completa, però sicuramente questa si mette in una posizione altissima. Per come è stata fatta. Per con chi è stata fatta. Abbiamo fatto tutto questo con tanti ragazzi giovani. Dei 15 giocatori che hanno giocato di più, quasi tutti sono Under 23. Questo mi sembra meraviglioso. È un capolavoro della squadra. Per come hanno creduto nel lavoro. Per come hanno rispettato quello che volevamo fare. Hanno ascoltato, hanno sempre voluto di più, hanno alzato il livello quando serviva".

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