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10 Ottobre 2021
15:08

Donnarumma capitano della Nazionale: cori e applausi a Torino, lui ricambia

La fascia di capitano della Nazionale spicca sul braccio sinistro di Gianluigi Donnarumma. Per la sfida di Nations League con il Belgio il pubblico di Torino gli riserva consensi e applausi. Azzurri in campo per la finale di consolazione, il portiere dell’Italia accolto dagli applausi del pubblico. Tutt’altra cosa rispetto alla contestazione di San Siro.
A cura di Maurizio De Santis
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La fascia di capitano della Nazionale spicca sul braccio sinistro di Gianluigi Donnarumma, il più giovane dai tempi di Gianni Rivera. È lui il calciatore "più alto in grado" degli Azzurri e va a centrocampo per il rituale inizio del match. In palio c'è la finale di consolazione con il Belgio della Nations League. Testa o croce, palla o campo: "Gigio" è lì, davanti all'arbitro e all'avversario. Intorno a lui c'è un clima differente rispetto a pochi giorni fa. All'Allianz Stadium di Torino trova un'accoglienza più calorosa paragonata a quella "caliente" di San Siro: contro la Spagna venne beccato, insultato fischiato; per la sfida con i ‘diavoli rossi' il pubblico di Torino gli riserva consensi, cori e applausi. E lui ricambia.

Quando il portiere dell'Italia riceve il passaggio arretrato in azione di disimpegno viene sommerso dall'affetto dei sostenitori presenti nell'impianto che ospita le gare della Juventus. Il tempo di concludere il passaggio poi "Gigio" si rivolge verso la tribuna, alza le braccia e saluta alla stessa maniera. Un gesto di normalità che lascia alle spalle l'amarezza per il trattamento ricevuto al "Meazza": allora andò in campo consapevole che i suoi ex tifosi non sarebbero stati teneri nei suoi confronti. Del resto, i precedenti erano stati molto chiari: prima lo striscione affisso nei pressi di Milanello (centro sportivo del club) che "invitava" il calciatore a non farsi veder in giro per la città poi quello che – a poche ore dall'incontro con le Furie Rosse – gli dava il "benvenuto" con offese pesanti.

Un'accoglienza ostile che aveva spinto il suo agente, Mino Raiola, a prendere una posizione pubblica molto dura, mettendo nel mirino il Milan (accusato di non essere intervenuto a protezione del ragazzo) e spazzando il campo dagli attacchi diretti subiti dal suo assistito per la scelta fatta: lasciare i rossoneri e la Serie A a parametro zero per accettare il trasferimento al Paris Saint-Germain. Voci di mercato lo avrebbero voluto alla Juventus, quale erede di Gigi Buffon, ma la Juve prosciugata nelle risorse da Cristiano Ronaldo e dal suo addio non è riuscita a rilanciare, né a mettere sul piatto un'offerta abbastanza allettante da vincere la concorrenza dei francesi.

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