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Mondiali di calcio 2026

Dimarco spiega il discusso video dell’esultanza per la Bosnia: “È stato poco rispettoso filmarci”

Federico Dimarco chiarisce il caso del video diventato virale dopo Italia-Irlanda del Nord: nessuna mancanza di rispetto verso la Bosnia, ma fastidio per essere stato ripreso in un momento privato prima della finale playoff per i Mondiali 2026.
A cura di Michele Mazzeo
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L'Italia si gioca tutto martedì 31 marzo a Zenica: dopo il 2-0 all'Irlanda del Nord, gli azzurri affronteranno la Bosnia-Erzegovina nella finale playoff che assegna uno degli ultimi posti per i Mondiali 2026. Il contesto si è però fatto più teso dopo il video, diventato virale nel post partita di Bergamo, in cui si vedono Dimarco, Vicario, Meret e Pio Esposito seguire i rigori tra Galles e Bosnia ed esultare al penalty decisivo segnato dalla squadra di Dzeko. Una scena che ha acceso le polemiche in Italia e soprattutto in Bosnia, dove quel gesto è stato letto come un segnale di sufficienza verso il prossimo avversario.

Alla vigilia della sfida, è stato lo stesso Federico Dimarco a intervenire subito sul punto, prima ancora delle domande in conferenza stampa. Il difensore dell'Inter ha provato a riportare l'episodio nella sua dimensione, negando qualsiasi intento offensivo e spiegando che si è trattato di una reazione istintiva maturata in un contesto informale, mentre il gruppo seguiva i rigori per conoscere l'avversaria dell'ultimo spareggio mondiale.

La frase chiave, quella che dà il vero taglio alla vicenda, è la sua: "Ci tengo a dire che rispetto qualsiasi club e soprattutto qualsiasi nazionale. È stata una reazione istintiva, eravamo tra amici e stavamo vedendo dei rigori. Ho sentito anche Dzeko, un amico, gli ho fatto i complimenti. Ripeto, non ho mancato di rispetto a nessuno, né alla Bosnia né ai bosniaci; siamo persone perbene. Ho anche sentito dire che siamo stati arroganti ma c'è ben poco da esserlo, visto che manchiamo la qualificazione da due Mondiali" ha infatti spiegato il terzino dell'Inter chiarendo che quell'esultanza non voleva in alcun modo esser una mancanza di rispetto nei confronti dei prossimi avversari della Nazionale di Rino Gattuso.

Chiosando sull'argomento il 28enne milanese ha poi voluto sottolineare il proprio rammarico per il comportamento della RAI che ha ripreso e mandato in onda a loro insaputa un momento che dove rimanere privato: "Inoltre, mi è dispiaciuto, e penso sia stato poco rispettoso, essere ripreso in un contesto dove c'erano amici, famiglie e pure bambini" ha infatti aggiunto.

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È qui che Dimarco sposta dunque il baricentro della vicenda. Non solo respinge l'etichetta di squadra arrogante, ricordando il peso delle ultime due mancate qualificazioni dell'Italia, ma sottolinea soprattutto il fastidio per una ripresa ritenuta inopportuna. Il messaggio è netto: nessuna esultanza contro la Bosnia, semmai una reazione spontanea trasformata in caso mediatico. Adesso, però, resta solo il campo. Perché a Zenica, in uno stadio caldo e in una partita da dentro o fuori, ogni polemica passa in secondo piano rispetto all'unica cosa che conta davvero: tornare ai Mondiali.

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