"Devo prenderti a calci". Javier Ribelles è il calciatore del Nastic di Terragona che domenica pomeriggio ha affrontato in amichevole il Barcellona. A lui è toccato il compito di tenere a bada Lionel Messi, con le buone o con le cattive maniere. Qualcosa di molto simile al vecchio adagio che il paròn Rocco raccomandava ai suoi calciatori prima che scendessero in campo: "Colpite tutto ciò che si muove a pelo d'erba, meglio se è il pallone…". E Ribelles ha interpretato alla lettera l'ordine assegnatogli dall'allenatore. Consapevole che tutti i riflettori erano puntati sul dieci argentino (alla prima gara dopo la bufera e il braccio di ferro sulla vertenza contrattuale), non s'è lasciato intimorire né dalla forza né dalla classe dell'avversario escogitando ogni mezzo per fermarlo.

Vai, marcalo e non dargli tregua. È stato questo l'ordine del tecnico che alla Pulce ha riservato un'accoglienza "speciale". Non era un semplice test? No. A giudicare da come sono andate le cose, il senso della sfida è stato tutt'altro che amichevole. E così, con i catalani in vantaggio per 2-0, dopo l'ennesima entrata molto dura subita, Messi s'è girato e ha affrontato Ribelles.

Il botta e risposta non è sfuggito alle telecamere che, attraverso l'interpretazione del labiale, hanno ricostruito il dialogo in campo, aiutati anche dal racconto del centrocampista. È stato lui a rivelare cosa gli ha detto il capitano del Barça e qual è stata la sua risposta. Lo ha fatto durante l'intervento a Chiringuito de Jugones, spiegando che non aveva altra scelta per fermare il sei volte Pallone d'Oro.

A un certo punto Messi s'è voltato verso di me e mi ha detto: Ma cosa stai facendo, idiota? Vuoi smetterla di prendermi a calci? Cosa gli ho risposto? Semplice… sei il migliore, il più forte al mondo e non posso lasciarti nemmeno muoverti. Non te la prendere.

A fine match avrebbe voluto chiedergli la maglia, perché non capita spesso di giocare contro Messi anche in amichevole. Ha preferito non farlo perché "pensavo fosse arrabbiato". L'ha chiesta a Griezmann, che aveva beneficiato del calcio di rigore concessogli proprio dalla Pulce.