Davide Ancelotti torna da papà Carlo CT del Brasile, il Botafogo resta solo un triste ricordo

Davide Ancelotti si riunisce a papà Carlo, CT del Brasile e che sta preparando la Seleçao ai prossimi Mondiali 2026. La sua esperienza come primo allenatore del Botafogo è naufragata nel peggiore dei modi, lasciando l'incarico dopo solo 5 mesi in cui non è riuscito a creare un vero progetto sportivo, dando le dimissioni per divergenze con la dirigenza del club. Così, torna al 100% a disposizione della Nazionale verdeoro in uno staff in cui non se ne era mai andato totalmente, provando però l'avventura personale, finita amaramente.
Cinque mesi, alti e bassi e contrasti sul progetto con la dirigenza: l'addio di Davide Ancelotti alla panchina del Botafogo è cosa nota da prima di Natale. Un comunicato del club brasiliano, le dimissioni a fine campionato con un anonimo sesto posto e l'eliminazione agli ottavi di finale di Copa Libertadores. Troppo poco per proseguire sottobraccio e programmare una nuova stagione. Così è ritornato in pianta stabile a disposizione di papà Carletto, CT del Brasile, per concentrarsi sull'obiettivo principale: portare la sesta Coppa del Mondo alla Seleçao.

Davide Ancelotti non se ne era mai andato definitivamente dallo staff tecnico della nazionale brasiliana ma aveva concordato la possibilità di avere un "doppio" incarico, approfittando della disponibilità del Botafogo di chiamarlo come allenatore, nella sua prima esperienza in panchina da protagonista. Ora però, tutto cancellato e la ripresa del progetto verdeoro in vista della Coppa del Mondo, un avvicinamento che vedrà il Brasile impegnato in due amichevoli su cui Davide è già al lavoro a fianco de padre che aveva già accompagnato nello staff tecnico nelle precedenti avventure a Napoli, al Bayern Monaco e al Real Madrid.

Ora, riprendendo il proprio incarico da vice di papà Carlo, con cui lavora ormai da 12 anni, sta studiando Francia e Croazia, prossime avversarie il 26 marzo a Boston e il 31 a Orlando: due amichevoli di prestigio dove servirà mostrare la miglior versione di un Brasile deludente nelle qualificazioni sudamericane dove ha chiuso con un mesto quinto posto (su 6 posti a disposizione) e a ben 10 punti dalla capolista Argentina.