Darmian atterra Thuram, Doveri lo ammonisce per simulazione e sbaglia: per la regola 12 il rigore c’era
L'Inter torna da Bologna finalmente con una vittoria su un terreno che negli ultimi anni era stato foriero solamente di amare delusioni. Una prova a due volti di una squadra che nel primo tempo ha subito oltremodo la verve dei giocatori di Palladino andati in vantaggio dopo solo 10 minuti e che avrebbero meritato un risultato più rotondo prima dell'intervallo. Poi, il ritorno prepotente dei campioni d'Italia che hanno ribaltato i felsinei e la partita, grazie alle intuizioni di un Chivu che ha azzeccato tutti cambi.
Ma c'è anche stato spazio per un episodio che ha fatto molto discutere, con uno strascico anche polemico, che ha visto protagonisti due ex compagni: Darmian e Thuram, con il difensore che ferma fallosamente il francese. Doveri, e i moviolisti, cadono nell'errore di non vedere il colpo sul piede d'appoggio e non ritengono l'intervento da rigore. Poi, con i vari replay, arriva la revisione di giudizio: il colpo c'è, il penalty anche. E le proteste dell'Inter prendono corpo, così come l'errore dell'arbitro che ha ammonito Thuram per una simulazione inesistente.
Il contatto tra Darmian e Thuram: l'errore di Doveri
Alla fine non è stato determinante ma comunque un momento di grande tensione: Thuram serpeggia in area bolognese, inganna l'ex compagno Darmian che lo tocca all'altezza del collo del piede sinistro, facendolo cadere in area di rigore. Doveri è immediato: fischio per il Bologna e giallo per simulazione nei confronti del nerazzurro, ma il tocco c'è. In tempo reale anche i moviolisti vengono però ingannati: Luca Marelli, consulente DAZN per questi episodi, insieme ad altri analisti, considera il "giallo" una esagerazione, confermando che non c'erano gli estremi per il tiro dagli 11 metri. Poi, vedendo e rivedendo l'episodio la correzione finale: c'era rigore, per imprudenza del difensore nei confronti dell'attaccante, che in equilibrio precario per il dribbling è caduto.
Cosa dice il regolamento, la regola 12 spiega l'imprudenza
Regolamento alla mano, infatti, Darmian ha violato la regola 12, "Falli e scorrettezze" del Regolamento del Giuoco del Calcio della FIGC dove al paragrafo 1, riferito al calcio di punizione diretto, il regolamento specifica che un calcio di rigore viene assegnato se una qualsiasi delle infrazioni punibili con calcio di punizione diretto viene commessa da un calciatore all'interno della propria area di rigore.
Un calcio di punizione diretto è accordato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario considerata dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
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caricare
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saltare addosso
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dare o tentare di dare un calcio
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spingere
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colpire o tentare di colpire (compreso con la testa)
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effettuare un tackle o un contrasto
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sgambettare o tentare di sgambettare
Subito dopo, il Regolamento definisce testualmente i termini per spiegare la gradazione del fallo e stabilisce che l'imprudenza non richiede violenza, riservata invece alla vigoria sproporzionata, ma comporta semplicemente la noncuranza: "Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito." Proprio ciò che è successo tra Thuram e Darmian in area di rigore del Bologna.
Thuram a Darmian: "Diglielo che mi hai toccato…"
A margine di quell'episodio, in campo si è assistito anche ad un simpatico siparietto tra i due giocatori che si conoscono più che bene. Di fronte alla decisione di Doveri, Thuram si è girato proprio verso Darmian chiedendogli di ammettere il fallo: "Diglielo che invece mi hai davvero toccato". "No, non è vero" ha risposto il difensore, sorridendo furbescamente.