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Cosa succede all’AIA dopo il ricorso respinto a Zappi, inibizione confermata: rischio commissariamento

La Corte d’Appello federale conferma i 13 mesi di squalifica al presidente dell’Associazione Italiana Arbitri. Con l’inibizione oltre l’anno, Zappi non può più ricoprire incarichi federali e si avvicina l’ipotesi di un commissario.
A cura di Vito Lamorte
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Nessuno sconto per Antonio Zappi: la Corte d’Appello federale a sezioni unite, guidata da Mario Luigi Torsello, ha confermato i 13 mesi di inibizione già inflitti in primo grado al presidente dell’Associazione Italiana Arbitri. La decisione ribadisce quanto stabilito dal Tribunale Federale lo scorso 12 gennaio e si aggiunge a una precedente sanzione di 10 mesi.

Il punto decisivo è regolamentare: con una squalifica superiore ai 12 mesi non è possibile ricoprire incarichi federali. In attesa delle motivazioni ufficiali, lo scenario più probabile è il commissariamento dell’Aia, ipotesi già evocata dal presidente federale Gravina nell’ultimo Consiglio Figc.

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Zappi, respinto l’ultimo ricorso: restano i 13 mesi di stop

Dopo le recenti modifiche statutarie che hanno ridotto il peso politico dell’associazione, l’Aia si prepara inoltre a una riorganizzazione con la creazione di una società dedicata alla gestione degli arbitri di vertice. Nel frattempo, però, resta il nodo della governance: con la squalifica confermata, Zappi non avrebbe più i requisiti per guidare l’organismo.

Nelle motivazioni di primo grado si faceva riferimento a “modalità sleali” e a un “abuso della funzione”, oltre a presunte pressioni sui designatori Pizzi e Ciampi affinché lasciassero l’incarico. Un quadro che ha aumentato le tensioni in un ambiente già attraversato da divisioni interne e polemiche legate alle direzioni arbitrali e all’utilizzo del Var.

L’Aia rischia il commissariamento: il 26 febbraio c'è il Consiglio federale

Il prossimo Consiglio federale è fissato per giovedì 26 febbraio e, al momento, non prevede punti all’ordine del giorno legati alla vicenda. La scelta è stata quella di attendere prima le motivazioni del Tribunale Federale Nazionale e l’esito dell’udienza in Corte d’Appello.

Con la squalifica confermata oltre la soglia dei due mesi, l’iter procedurale potrebbe essere avviato rapidamente: inserendo un nuovo punto nell’ordine del giorno del Consiglio già convocato oppure organizzando una riunione straordinaria dedicata esclusivamente alla situazione dell’AIA.

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