La Juventus è tornata anche se Andrea Pirlo maschera la vittoria sul Crotone firmata da Cristiano Ronaldo, come uno dei tanti successi che la squadra ha ottenuto come da prassi, per restare nel ‘gruppo' perché la sua Juventus è "una tra le tante" nella corsa verso la vittoria finale. In parte il tecnico ha ragione: non c'è più la vis pugnandi targata Conte e nemmeno la praticità fatta a persona della squadra allenata da Allegri. Resta un mix, una miscellanea di intenti ma anche di campioni che il club ha voluto dare al nuovo progetto, con una campagna acquisti mirata a far crescere i bianconeri del domani.

Nelle parole del dopo partita contro il Crotone, il tecnico juventino si è soffermato anche sul rendimento dei singoli, tra cui uno degli ultimi arrivati: Dejan Kulusevksi. Insieme ad Arthur, Chiesa, McKennie rappresenta il nuovo corso, irto di ostacoli e di difficoltà perché giocare nella Juventus non è mai facile. Nemmeno per chi è riuscito ad emergere dall'anonimato, come ha fatto lo svedese vestendo i colori prima dell'Atalanta e poi del Parma e diventando un obiettivo sensibile del mercato 2020.

Acquistato dai bianconeri per 35 milioni di euro il 20enne di Stoccolma ha però fin qui deluso le aspettative dei tifosi juventini. Il motivo? Da ricercarsi nel salto di qualità, come ha sottolineato lo stesso Pirlo: "Dejan non è un attaccante e a lui io personalmente richiedo un certo tipo di movimento. Voglio che trovi maggior ampiezza sull'esterno, che riesca a giocare più palloni per facilitare Cristiano Ronaldo".

Un Kulusevski in fase di rodaggio, dunque. E i numeri dicono che l'adattamento è lento, in attesa di dimostrarsi costante e progressivo. Se nell'ultima stagione di Parma, lo svedese aveva trovato la propria identità (36 presenze e 10 reti), in bianconero sta più che stentando: 20 presenze in campionato (con 5 gol e 4 assist), per una media di poco più di 47 minuti per partita. Scampoli, così come in Champions (una media di 50 minuti giocati a gara), anche se è stato utilizzato in ogni competizione affrontata dalla squadra.

Dejan sta giocando in una posizione che non è sua, lo sta facendo al meglio. Sta crescendo soprattutto in fase di non possesso ma una cosa è certa: giocare nella Juventus e fiocare nel Parma sono due cose totalmente differenti. A Parma aveva spazio, libertà, poteva ripartire quando voleva, qui ci sono delle regole differenti, occasioni e spazi sono pochi.

La conferma arrivano dai dati stagionali. C'è solo una partita che Kulusevski ha giocato dall'inizio alla fine, per 90 minuti, in Serie A: era il 19 dicembre 2020, in trasferta, contro la sua ex squadra gialloblù nella vittoria per 4-0 dove segnò anche una rete. Il meglio, lo ha dato in Coppa Italia, giocando per intero gli ottavi di finale contro il Genoa e i quarti con la SPAL.