Cosa c’entra la Kings League nel duello tra Buonfiglio e Malagò ai vertici del calcio italiano

Immagine
Il figlio del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, è direttore commerciale della Kings League Italia, realtà che in passato si è scontrata con la Lega Dilettanti. Un intreccio che riapre il tema dei possibili conflitti d’interesse nel voto decisivo sul futuro di Giovanni Malagò.

Nella partita per il futuro di Giovanni Malagò alla guida della FIGC entra un nome che, almeno apparentemente, con la vicenda c'entra poco: la Kings League. Il torneo ideato da Gerard Piqué è entrato nel confronto istituzionale che in questi giorni vede contrapposti il Luciano Buonfiglio, numero uno del CONI, e l'ex numero uno dello stesso Comitato Olimpico.

Il motivo è semplice: Marco Buonfiglio, figlio del presidente del CONI, è il direttore commerciale della Kings League Italia. Un incarico professionale che non ha nulla a che vedere con il ruolo istituzionale del padre e che arriva al termine di un percorso lavorativo autonomo, ma in una fase nella quale ogni possibile conflitto d'interessi viene passato al setaccio, anche questo legame familiare è diventato un elemento da valutare.

Immagine
Marco Buonfiglio, figlio del presidente del CONI e direttore commerciale di Kings League Italia.

Il punto non è, dunque, sostenere che esista automaticamente un'incompatibilità ma capire se il rapporto professionale del figlio possa incidere, anche soltanto sul piano dell'opportunità, sulla posizione del presidente del CONI nel momento in cui sarà chiamato a prendere decisioni sulla vicenda Malagò.

Perché la Kings League entra nella partita

Per capire il motivo per cui il nome della Kings League è finito dentro una contesa tutta istituzionale bisogna guardare ai rapporti che il torneo di Piqué ha avuto con il calcio federale italiano. La Kings League è nata come un prodotto completamente diverso dal calcio tradizionale: partite brevi, regole particolari, forte componente digitale e una comunicazione costruita soprattutto per il pubblico dei social. Un modello che si sviluppa fuori dal perimetro della FIGC.

Immagine
Il logo della Kings League.

Ed è proprio questo il punto. Negli ultimi anni il torneo ha incrociato il mondo del calcio dilettantistico italiano, soprattutto per la partecipazione di giocatori tesserati con società di Serie D ed Eccellenza: una situazione che ha provocato più di una tensione con i club e con la Lega Nazionale Dilettanti perché diverse società hanno guardato con preoccupazione alla possibilità che i propri calciatori prendessero parte alla competizione, soprattutto per il rischio di infortuni, stanchezza o distrazione rispetto all'attività ufficiale.

In alcuni casi il rapporto tra club e giocatori coinvolti è diventato particolarmente complicato: la Kings League è un fenomeno che, pur non facendo parte del sistema federale, ha finito per entrare in contatto con esso.

Il ruolo di Marco Buonfiglio nella Kings League Italia

È qui che si inserisce Marco Buonfiglio. Il figlio del presidente del CONI è il direttore commerciale di Kings League Italia, ma il suo incarico non significa che abbia un ruolo nelle istituzioni calcistiche o nella vicenda che riguarda Malagò.

Immagine
Il presidente del CONI, Lucian Buonfiglio.

La sua carriera professionale è autonoma e si è sviluppata anche prima dell'arrivo nella Kings League, con esperienze manageriali di livello internazionale. Non c'è quindi un automatismo tra il suo lavoro e le decisioni del padre.

Il tema, semmai, riguarda il principio più generale del conflitto d'interessi: quanto deve essere estesa la verifica quando un componente di un organo chiamato a votare ha un familiare che lavora per una realtà che, almeno in alcuni ambiti, si è trovata in contrapposizione con una componente della FIGC? È questa la domanda che accompagna il caso.

Il nodo è la Lega Dilettanti

Il dettaglio più importante riguarda proprio la Lega Nazionale Dilettanti. È la componente della FIGC che rappresenta il calcio dilettantistico e che ha avuto in passato diversi motivi di confronto con la Kings League sulla partecipazione dei calciatori tesserati.

Immagine
Giovanni Malagò, eletto presidente FIGC lo scorso giugno.

Per questo il collegamento può apparire politicamente più significativo di quanto non sia a prima vista. Ma attenzione: un conto è individuare un possibile intreccio, un altro è stabilire che quell'intreccio produca un'incompatibilità prevista dalle norme. Sono due piani diversi e non vanno confusi.

Il duello a tutto campo tra Buonfiglio e Malagò ai vertici del calcio italiano

La vicenda Malagò si sta trasformando così in una sorta di caccia a ogni possibile elemento che possa mettere in discussione la neutralità dei componenti chiamati a esprimersi. Il caso di Diana Bianchedi, legato al suo recente incarico con la FIGC, è un altro esempio della complessità della situazione: proprio perché le interpretazioni sono diverse, il rischio è che il confine tra conflitto d'interessi e semplice opportunità diventi sempre più sottile.

Immagine
Diana Bianchedi si è dimessa dal ruolo di capodelegazione della Nazionale.

Se si pretende massima trasparenza, il principio deve però valere per tutti. Anche per Buonfiglio. Ecco perché il rapporto professionale del figlio con la Kings League può essere messo sul tavolo e verificato, senza però trasformarlo automaticamente nella prova di un conflitto d'interessi.

La vera partita resta quella su Malagò

Sul fondo rimane la questione principale: il futuro di Giovanni Malagò e la possibilità che la sua posizione ai vertici del calcio italiano venga messa in discussione per una questione legata al tesseramento. La decisione finale dipenderà dalle norme, dalle interpretazioni giuridiche e dal voto degli organi competenti. Si deciderà tutto il 6 ottobre, il giorno dopo Italia-Turchia sarà una sorta di ‘resa dei conti'.

Immagine
Giovanni Malagò e Luciano Buonfiglio in tribuna durante l'ultima partita in casa della Nazionale.

La Kings League è un capitolo laterale di questa storia, ma racconta bene quanto sia diventato intricato il sistema di relazioni che circonda il calcio italiano. Una realtà nata fuori dalla FIGC oggi ha un suo peso mediatico e commerciale; il figlio del presidente del CONI ne è un dirigente; la stessa competizione ha avuto rapporti complicati con il calcio dilettantistico. Tutto questo, però, non basta da solo a parlare di conflitto d'interessi.

La domanda corretta non è se Buonfiglio debba automaticamente astenersi perché suo figlio lavora nella Kings League ma se esista una norma precisa che imponga quell'astensione: perché in una partita delicata come quella su Malagò, tra cavilli, interpretazioni e possibili incompatibilità, l'unica cosa che non dovrebbe mancare è una regola uguale per tutti.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views