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Clamoroso rigore negato da Di Bello al Bologna contro la Juventus: “Episodio allucinante”

Il caso del contatto che avviene in piena area dei bianconeri diventa pietra dello scandalo e solleva proteste fortissime da parte della panchina di Thiago Motta.
A cura di Maurizio De Santis
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Il contatto tra Iling e Ndoye che ha sollevato le forti proteste del Bologna per la mancata concessione del rigore.
Il contatto tra Iling e Ndoye che ha sollevato le forti proteste del Bologna per la mancata concessione del rigore.

Il Bologna schiuma rabbia per l'intervento di Iling-Junior su Ndoye. È uno degli episodi da moviola della partita Juventus-Bologna che fa discutere. Ma mentre per la rete annullata a Vlahovic la posizione di Rabiot (in fuorigioco attivo) è la discriminante che invalida tutto, il caso del contatto che avviene in piena area dei bianconeri diventa pietra dello scandalo e solleva proteste fortissime da parte della panchina di Thiago Motta. Perché il Var non interviene? È la domanda ricorrente.

L'arbitro Di Bello, che sembra fare un rapido check con gli ufficiali di gara in cabina di regia, è convinto non ci sia fallo. È certo della sua decisione e non ritiene opportuno usufruire della on-field-review per dirimere quella situazione molto controversa. Una scelta che lascia molto perplessi a giudicare dalle immagini che mostrano come il calciatore bianconero agganci il piede dell'avversario che sta per avventarsi sulla palla respinta da Perin e ne provochi la caduta.

Un giocatore falciato davanti al portiere non può che essere rigore ed espulsione – sono le parole a Dazn di Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, subito dopo la gara -. Un errore nell'epoca della tecnologia è insopportabile. L'amarezza è perché si sta lavorando da anni sulla tecnologia, tanto che sono stato uno di quelli che ha chiesto l'anticipazione dell'ingresso del VAR e non riusciamo a capire come su episodi come questi non si possa intervenire. È veramente una follia.

La panchia dei felsinei ha urlato tutta la propria rabbia per il contatto evidente.
La panchia dei felsinei ha urlato tutta la propria rabbia per il contatto evidente.

Cosa è successo? Il contesto nel quale avviene l'episodio alimenta il nervosismo degli ospiti che conducono per 0-1 in trasferta e, nell'occasione, possono addirittura raddoppiare e mettere le mani sulla eventuale vittoria. Si spiega anche così l'atteggiamento del Bologna che non rinuncia ad attaccare e si rende pericoloso con Zirkzee. È dai suoi piedi che parte il tiro ribattuto dal portiere della Juve: la palla, però, resta nell'area piccola ma è Ndoye che rispetto a Iling si piazza davanti e prende la posizione. Sta per calciare ma viene steso dall'avversario. Per Di Bello non è calcio di rigore (la sua certezza ‘giustifica' in parte il mancato intervento del Var). La panchina del Bologna urla e si fionda in campo: il direttore di gara estrae i cartellini, ammonendo Thiago Motta ed espellendo un suo collaboratore.

Il rigore negato è tanto più clamoroso non solo perché l'arbitro Di Bello non va a bordo campo per la on-field-review ma anche per l'errore che rende più grave la sua decisione: il fallo di Iling è un DOGSO, una chiara occasione da rete negata. Oltre all'assegnazione del rigore, avrebbe dovuto anche espellere il calciatore della Juventus.

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