Chivu non ha dubbi dopo Inter-Roma: “Siamo tutti colpevoli del clima tossico che c’è nel calcio italiano”

Doveva essere la sera della risposta dell'Inter nella corsa scudetto, ed è stata anche la sera in cui Cristian Chivu ha scelto di allargare il discorso oltre il 5-2 rifilato alla Roma. La sua squadra ha dato la risposta che serviva: vittoria larga, segnali di forza, Lautaro e Thuram di nuovo decisivi, Barella tornato al gol, classifica rimessa in sicurezza almeno per una notte. I nerazzurri sono saliti a 72 punti, portandosi a +9 sul Milan e +10 sul Napoli in attesa dello scontro diretto tra rossoneri e azzurri. Ma è diventata anche la serata di uno sfogo lucido dell'allenatore nerazzurro sul momento che sta vivendo il calcio italiano: "Siamo tutti colpevoli di quello che succede in questo calcio".
Nell'intervista post partita ai microfoni di DAZN infatti il tecnico romeno non si è fermato all'analisi tecnica del match in cui ha ritrovato la sua Inter. Ha spiegato che aveva chiesto un secondo tempo più aggressivo e più coraggioso, dopo qualche sofferenza iniziale contro una Roma capace di allargare il gioco e creare fastidi sulle fasce. Poi però una domanda dallo studio ha spostato il baricentro del suo intervento su un tema che in questo momento sta a cuore a tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori: l'aria pesante che si respira attorno al calcio italiano. Le sue parole sono state nette: "Non ho la bacchetta magica, ma siamo tutti colpevoli di quello che succede in questo calcio".

Poi affonda ancora di più il concetto e individua il meccanismo che, a suo dire, sta avvelenando il racconto del pallone: "Piace esaltare le cose negative, mentre il calcio dovrebbe rimanere sempre un gioco". È una frase che pesa ancora di più se letta dentro il contesto delle ultime settimane, tra polemiche, fischi, accuse e linciaggi mediatici che hanno investito diversi protagonisti del mondo interista, da Bastoni a Barella, finiti spesso al centro di reazioni sproporzionate tra social, commenti e dibattito televisivo.
Chivu, che quel percorso lo conosce bene anche per il lavoro fatto nel settore giovanile, ha voluto spingersi fino alla radice del problema. Per lui il calcio italiano ha smesso troppo spesso di proteggere il gioco, sostituendolo con una tensione continua, con un rumore di fondo tossico che finisce per deformare tutto. Per questo il suo richiamo non è solo morale, ma culturale: bisogna cambiare approccio, a tutti i livelli, perché il calcio continui a parlare a chi lo ama davvero, non a chi vive solo di rancore, provocazione e odio.

Dentro una serata che regala all'Inter un pezzo di scudetto, Chivu lascia così un messaggio che va oltre il risultato. Il 5-2 alla Roma conta, eccome. Ma la frase più pesante non riguarda Lautaro, Thuram o il secondo tempo dominante. Riguarda tutti. E suona come un atto d'accusa: il clima tossico non lo crea uno solo, lo alimenta un sistema intero.