Un brutto episodio di omofobia colpisce il calcio americano. Il San Diego Loyal, allenata dall'ex stella di LA Galaxy e della nazionale americana Landon Donovan, è uscito dal campo in segno di protesta per l'insulto omofobo rivolto all'ex giocatore della Major League Soccer Collin Martin, dichiaratamente gay, nel corso della partita di USL Championship di mercoledì contro i Phoenix Rising. La partita era l'ultima della stagione e il club di San Diego era ancora in lizza per un posto nei play-off: la squadra era in vantaggio contro Phoenix per 3-1 prima dell'intervallo ma quando l'arbitro ha fischiato l'inizio del secondo tempo, i giocatori, gli allenatori e lo staff di San Diego si sono inginocchiati a terra, gesto che sta caratterizzando il movimento Black Lives Matter, e sono usciti dal campo in segno di protesta contro il loro avversari.

Questa brutta e spiacevole situazione si sarebbe verificata alla fine del primo tempo e ha portato ad un'accesa discussione a centrocampo che ha coinvolto l'arbitro ed entrambi gli allenatori delle squadre. L'USL ha rilasciato una dichiarazione pochi minuti dopo l'incidente, affermando di aver aperto un'indagine e il giocatore di Phoenix Rising, Junior Flemmings, che era stato accusato attraverso il suo profilo Twitter ha definito le accuse "false".

Collin Martin, cresciuto nell'Academy del D.C. United, ha annunciato di essere gay nel giugno 2018, poche ore prima che la squadra MLS per cui giocava all'epoca, il Minnesota United, ospitasse la Pride Night. All'epoca era l'unico atleta maschio apertamente gay e negli anni successivi all'annuncio Martin ha condiviso la sua storia in più occasioni come ambasciatore per Athlete Ally. Nelle prossime ore capiremo meglio cosa è successo davvero ma lo sport americano sembra essere sempre più deciso a combattere qualsiasi tipo di discriminazione.

Landon Donovan ha motivato così la scelta di non proseguire la gara: "Ne abbiamo passate tante nell'ultima settimana. La maggior parte delle persone da lontano probabilmente non capisce cosa stiamo vivendo. La scorsa settimana abbiamo avuto un incidente molto duro nella partita di LA, e abbiamo fatto voto a noi stessi, alla nostra comunità, ai nostri giocatori, al nostro club, all'USL, che non avremmo più lasciato passare nessuna discriminazione o cose che non appartengono al nostro gioco. La scorsa settimana il nostro unico rimpianto è stato di non aver fatto qualcosa nel momento in cui Elijah ha subito insulti razzisti".