A Lisbona spuntano striscioni per Cristiano Ronaldo e contro Jorge Jesus: rimossi dopo poche ore
Non si placa in Portogallo il caos provocato dalla rottura tra Cristiano Ronaldo e la Nazionale durante il ritiro di Copenaghen. Le tensioni in ritiro si sono velocemente riversate anche nelle strade della capitale portoghese. Questa mattina infatti, Lisbona si è svegliata con tre grandi striscioni lungo le strade della città, che mostravano il malcontento per questa vicenda. I messaggi uniscono un'inequivocabile espressione di gratitudine nei confronti di Cristiano Ronaldo e un attacco diretto alla condotta del Ct Jorge Jesus. Tre grossi striscioni affissi in posizioni strategiche della città lungo gli assi stradali e in luoghi con una forte valenza simbolica sportiva e istituzionale.
Due dei manifesti sono apparsi vicino all'aeroporto Humberto Delgado e l'altro vicino allo stadio da Luz, in direzione Benfica-Aeroporto. Il terzo striscione di grandi dimensioni è stato poi messo accanto alla sede della Federazione calcistica portoghese e centro nevralgico della Nazionale. Proprio quest'ultimo, poche ore dopo essere stato notato, e di fronte alla folla di persone e giornalisti che si erano radunati sul posto, è stato prontamente rimosso per via di un "mancanza di permesso". Nonostante la rapida rimozione, il contenuto degli striscioni è stato subito chiaro e l'immagine è diventata virale sui social.
"Grazie, Cristiano Ronaldo , per tutto quello che hai fatto per il Portogallo , grazie capitano! – si legge, e poi -. Jorge Jesus non era all'altezza del compito: mancanza di sensibilità nella gestione di CR7, trattamento scorretto nei confronti di un capitano e un ego smisurato". L'autore? Poche ore dopo si è saputo che a mettere quegli striscioni è stato un uomo che ha parlato della sua iniziativa a una radio portoghese: "Sto affiggendo questi manifesti a mio nome, non hanno nulla a che fare con nessuna azienda, sono io che pago per i manifesti i quali non hanno lo scopo di incitare nessuno, e non intendo creare ulteriori polemiche". L'uomo dunque si prende tutta la responsabilità di ciò che ha fatto agendo solo per istinto.
"Voglio chiarire un altro punto. Non conosco Ronaldo, non conosco nessuno del suo staff, conosco solo me stesso, e provo gratitudine, e non disprezzo per le persone che sono state e sono utili al Portogallo – aggiunge -. Jorge Jesus è stato solo lo strumento attraverso cui tutto ciò è accaduto, ma ci sono altri responsabili". Nel frattempo la Federazione si sarebbe messa al lavoro per cercare di ricucire lo strappo e consentire a Cristiano Ronaldo di chiudere in maniera dignitosa la sua carriera in Nazionale e sicuramente non in questo modo. Non è di certo un bel riconoscimento per quanto fatto dall'ex United, Real e Juventus nel corso della sua gloriosa carriera.