Bosnia-Italia si gioca senza Goal Line Technology: come funzionerà la partita decisiva per i Mondiali

La partita tra Bosnia e Italia che si gioca questa sera allo Stadion Bilino Polje di Zenica è decisiva per la qualificazione ai Mondiali 2026. Dentro o fuori, la finalissima mette in palio l'unico posto a disposizione del "Percorso Uefa A". Eppure, nonostante il valore sportivo così alto l'impianto presenta una lacuna tecnologica incredibile: non ci sarà Goal-Line Technology, ovvero il dispositivo che – attraverso il rilevamento di sensori – elabora attraverso le telecamere l'immagine che certifica se la palla ha varcato totalmente la linea di porta e invia la segnalazione sull'orologio dell'arbiro. Se è gol, vibra e lo indica esplicitamente. Ma questa sera il direttore di gara, Clement Turpin, dovrà fare (quasi) alla vecchia maniera affidandosi agli assistenti di linea e al parere dei colleghi al VAR.
Com'è possibile che lo stadio di Zenica non sia attrezzato
Lo stadio di Zenica, spesso descritto dagli avversari come un vero e proprio "inferno" per l'ambiente reso molto caldo dalla passione dei tifosi e dalla struttura stessa dell'impianto (che ha gli spalti a ridosso del terreno di gioco), ha una capienza limitata (in questo caso ridotta ulteriormente a causa di una sanzione Uefa) e strutture piuttosto essenziali. È omologato e dotato delle necessarie autorizzazioni, ma non dispone della Goal-Line Technology, il sistema che negli ultimi anni ha aiutato gli arbitri a stabilire con certezza se il pallone abbia oltrepassato completamente la linea di porta.

Un'anomalia grottesca per un match di livello internazionale e così importante, però è tutto perfettamente legale. L'utilizzo di questo strumento non è obbligatorio: la decisione sull'impiego o meno è delle federazioni ospitanti (in questo caso quella bosniaca). Tanto per fare un esempio: in occasione della semifinale con l'Irlanda del Nord a Bergamo la Figc aveva autorizzato l'uso della Goal-Line Technology e del VAR full optional. Tutto questo al Bilino Polje non ci sarà.
La soluzione alternativa: la Goal-Line Camera
Unico strumento a disposizione degli ufficiali di gara sarà la Goal-Line Camera, una telecamera posizionata perfettamente in linea con la porta. Le immagini verranno inviate direttamente alla sala VAR e toccherà agli assistenti, in situazioni controverse, verificare se il pallone ha varcato completamente la linea bianca.
"Di campi peggiori ne ho visti anche qui – le parole di Gattuso nell'immediata vigilia dell'incontro – e per qui intendo i Balcani dove ho allenato per una stagione. Ma niente scuse, niente alibi, si va e si gioca facendo quello che dobbiamo".
Un VAR vecchio stile: non ci sarà il SAOT
L'assenza di Goal-Line Technology non è l'unico difetto sistemico. Anche il VAR presente allo stadio non sarà nella versione più avanzata. Per la valutazione dei fuorigioco, infatti, non si farà ricorso (come avviene abitualmente anche nei campionati nazionali) al Semi‑Automated Offside Technology (SAOT), ma il sistema Cross Air 3D, una soluzione più tradizionale che richiede un intervento umano maggiore nel tracciamento delle linee e nella valutazione della posizione. Anche in questo caso la spiegazione è la stessa: ogni Paese organizzatore decide quali tecnologie implementare nelle partite giocate sul proprio territorio.