Asmir Begovic è arrivato in Italia da poche settimane e il suo non si può dire che non sia stato uno sbarco movimentato. Subito lanciato in campo nel match di Firenze e titolare nella recente gara di San Siro con il Genoa, il 32enne portiere bosniaco ha dovuto fare anche i conti con il Coronavirus. Intercettato dal tabloid inglese ‘Mirror', il portiere del Milan ha raccontato di come la città sta vivendo l'isolamento: "C'è un blocco totale. Le strade sono deserte, l'unica cosa aperta sono i supermercati. Puoi prendere un po' di cibo e poi tornare subito a casa tua. È pazzesco".

"Qualcuno ha detto che sembra di vivere una scena di un film ed è vero – ha spiegato Begovic – Non ho mai visto niente di simile prima e non sono sicuro che le persone capiscano quanto qui sia brutto. Il Coronavirus ha colpito l'Italia molto duramente con un sacco di morti e persone infette. È devastante e straziante per la gente. Sembra un incubo e puoi solo sperare che tutto torni alla normalità il più presto possibile".

La testimonianza di Begovic

L'ex numero uno del Chelsea è rimasto davvero spiazzato e turbato dal propagarsi del virus: "Le cose si sono sviluppate così rapidamente che siamo passati dal giocare normalmente a giocare a porte chiuse e poi a non giocare affatto in poco tempo. Giocare senza tifosi non è stata una bella esperienza, ma è successo così in fretta. In questo momento non ci stiamo neanche allenando e sarà così almeno fino al 23 marzo, ma la data del rientro potrebbe anche cambiare".

"Nel Milan non è stato trovato nessun giocatore positivo ma ci hanno rimandato a casa. È stata una decisione che il club ha dovuto prendere e noi ci siamo adeguati – ha concluso Begovic Cosa faccio ora che non posso allenarmi? Cerco di tenermi occupato, sono spesso davanti alla televisione e sto provando a registrare alcuni podcast. Il calcio e lo sport in generale sono importanti e possono davvero avere un effetto positivo sulla gente soprattutto in questi momenti. La gente ama il calcio e speriamo di poter tornare a regalare un po' di gioia il prima possibile".