Baresi: “Avevo la torcia olimpica e mi tremavano le gambe. Non sapevo ci fosse anche Bergomi”

Franco Baresi e Beppe Bergomi sul palco di San Siro per la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L'immagine di due leggende del calcio italiano e nello specifico di Milan e Inter ha fatto emozionare il Meazza. Soprattutto però, vedere Baresi, è stata una gioia per tutti i tifosi rossoneri e non solo. L'ex capitano del Milan e oggi vicepresidente onorario dei rossoneri, fu operato nell'agosto 2025 per la rimozione di un nodulo polmonare tramite tecnica mini-invasiva.
Ci fu tanta preoccupazione in quel periodo ma fortunatamente le sue condizioni poi dopo un lungo periodo di ripresa si sono stabilizzate, migliorando settimana dopo settimana. Anche di questo Baresi ha parlato nel corso della sua intervista rilasciata a ‘Repubblica' in cui parla proprio dell'emozione di tornare al Meazza in compagnia di Bergomi e soprattutto dopo ciò che aveva vissuto. Lo scenario delle Olimpiadi, la fiaccola tra le mani, hanno reso quella notte ancora più magica: "È stato pazzesco, mi tremavano le gambe e forse anche la mano".
Baresi ha spiegato l'emozione vissuta in quel momento mentre aveva in mano la fiaccola olimpica con Bergomi: "Lo stadio Meazza è stato la mia casa per vent’anni, e a casa ci sentiamo tutti al sicuro, stiamo tutti meglio – ha detto -. Mi ha emozionato entrare nello stadio, portare il fuoco lì dentro, proprio io. La torcia, cioè i valori immortali dello sport: la pace, il rispetto delle regole e dell’avversario, l’amore, la correttezza". E sulla presenza di Bergomi ha spiegato: "All’inizio non sapevo di lui, l’ho scoperto dopo. E siamo stati bravi a mantenere il segreto, davvero questa cosa non la sapeva nessuno".
L'ex capitano e leggenda del Milan ha poi parlato anche di quanto gli è successo in questi mesi: "Il peggio è passato, anche se è stata dura. Essere un atleta mi ha aiutato a lottare, e il mio corpo mi ha permesso di resistere – ha detto -. L’ho fatto, in fondo, per tutta la vita: io ho sempre lottato, in campo e fuori. Nessuno mi ha mai regalato niente". Curioso poi il momento in cui gli è stato detto che avrebbe preso parte alla cerimonia d'apertura: "Me lo dissero un mese e mezzo fa, più o meno: mi ha telefonato il presidente del Coni. Io ho risposto: ‘Siete sicuri?, guardate che non sono tanto in forma'. ‘Tranquillo', mi ha detto il presidente, ‘non dovrai fare troppa strada'. E così è stato. Un grande onore, del tutto inatteso".