Barbarez e il piano ironico per Bosnia-Italia: “Vediamo chi parcheggia il bus per primo”

Sergej Barbarez usa un esempio molto pungente per chiarire quale piega può prendere Bosnia–Italia. Tutto dipende da chi segna per primo nella finale playoff per andare ai Mondiali 2026 scatenando una reazione speculare: ovvero, "parcheggiare il bus davanti alla porta". Semplice, semplice… non usa giri di parole per descrivere cosa può accadere considerata la posta in palio. Che partita sarà? Le condizioni ambientali dello stadio di Zenica saranno la cornice della sfida da dentro o fuori. Lì, in quell'impianto dalla capienza ridotta a causa di un provvedimento Fifa, i balcanici hanno conosciuto la gioia di staccare il pass per Brasile 2o14, unica partecipazione alla Coppa del Mondo dei balcanici. E oggi per realizzare l'impresa serviranno "coraggio, curare i dettagli, avere un po' di fortuna e segnare".
E una volta gonfiato la rete ci vorranno altrettanto nervi saldi e coraggio per resistere. "Se facciamo il gol dell'1-0, parcheggiamo l'autobus davanti alla nostra difesa – ha aggiunto il ct bosniaco in conferenza stampa -. Se invece prenderemo gol, lo parcheggeranno dall'altra parte…". Quali saranno gli interpreti? Difficile che il commissario tecnico si sbilanci, pure questo fa parte del gioco: la pretattica che inevitabilmente prende il sopravvento quando la posta in palio è altissima. Ecco perché la risposta che dà a chi gli chiede eventuali novità di formazione risponde in maniera laconica: "È da un anno e mezzo che giochiamo come aveve visto, perché dovremmo cambiare proprio adesso?".

Barbarez taglia corto sulle speculazioni dei media e sulla polemica che ha infiammato l'incontro a causa del video che mostrava Dimarco (e altri azzurri) esultare perché a passare il turno erano stati i bosniaci e non il Galles. Il difensore dell'Inter ha smentito che ci sia stata da parte sua mancanza di rispetto, ribaltando il piano della narrazione su quello scoop-video mandato in diretta tv sulla Rai. "A me non interessa cosa pensano gli altri oppure cosa hanno potuto dire i nostri avversari. Quello che conta veramente siamo noi. E non c'è più nulla da nascondere o altro".
L'allenatore della Bosnia è un giocatore professionista di poker… sa quand'è il momento di bluffare e quando lasciare che la mano scorra via senza giocate d'azzardo. Ecco perché quando parla della sua squadra e di come arriva alla gara con gli Azzurri si limita a fare riferimento all'orgoglio nazionale e al carattere dei calciatori: "Tutti mi danno grande disponibilità, anche contro il Galles c'è chi aveva i crampi e non voleva abbandonare il campo".