L'Atalanta batte 3-1 il Napoli e raggiunge la Juventus in finale di Coppa Italia. Un traguardo meritato per la squadra di Gasperini, la migliore nel doppio confronto per gli azzurri. Una differenza mascherata dallo 0-0 dell'andata che è venuta fuori in tutte le sue proporzioni nella sfida del Gewiss Stadium: orobici travolgenti sull'asse Pessina-Zapata e facilitati da una difesa, quella del Napoli, rattoppata e disorientata. In generale, nell'arco dei 180 minuti, la squadra di Gattuso ha fatto troppo poco per centrare la finale e tentare la difesa del trofeo vinto lo scorso anno.

Ci si aspettava una gara diversa rispetto all'andata: un Napoli più spregiudicato o un'Atalanta più incisiva. La risposta corretta è la seconda e si materializza dopo appena 10 minuti di gioco sotto le sembianze del destro violento di Zapata, che da fuori area trova l'incrocio dei pali della porta difesa da Ospina. L'attaccante colombiano fa tutto con estrema tranquillità: riceva palla, controlla, prende la mira e calcia. Senza la minima pressione da parte dei giocatori del Napoli. Atteggiamento blando e svagato che si ripresenta in occasione del raddoppio, appena cinque minuti più tardi. La combinazione tra Gosens, Zapata e Pessina è bella e veloce, ma avviene tra le maglie larghe (troppo) della difesa azzurra. Per il centrocampista scuola Milan, che ha preso di fatto il posto di Gomez, è il secondo gol stagionale. Il Napoli si ritrova sotto 2-0 dopo un quarto d'ora e qualunque idea avesse per provare a centrare la qualificazione alla finale, finisce per annebbiarsi. I partenopei vanno più vicini ad incassare il 3-0 che a riaprire l'incontro. Lenti, sfilacciati, mai pericolosi dalle parti di Gollini.

Nell'intervallo qualcosa succede, perché il Napoli si ripresenta in campo con piglio diverso, non solo per l'avvicendamento tra Politano ed Elmas. Gli azzurri alzano il baricentro e tentano qualche sortita con maggior decisione. Al 53′ Bakayoko sfonda in area e la sua conclusione diventa un assist per Lozano: Gollini para il primo tentativo ma non può nulla sulla ribattuta. Suona un campanello d'allarme in casa Atalanta e la reazione è veemente. Gasperini manda in campo Ilicic e gli orobici sfiorano a più riprese il gol, prima con lo sloveno, poi con Zapata e Pessina. Ma l'occasione migliore è quella che produce il Napoli, con Gollini superlativo sul tocco ravvicinato di Osimhen. La zampata del nigeriano è l'acuto su cui si esauriscono le speranze del Napoli, punito due minuti più tardi da una grande giocata di Pessina, che combina con Zapata e batte Ospina per la sua doppietta e il 3-1 che manda l'Atalanta in finale di Coppa Italia.