Il presidente della Juventus Andrea Agnelli nei giorni scorsi è stato sentito dai magistrati di Perugia che stanno indagando da mesi sull'esame farsa svolto lo scorso settembre da Luis Suarez. Il numero uno del club juventino è stato sentito come persona informata sui fatti, come ha confermato la stessa società bianconera. La deposizione è stata già archiviata e definita non rilevante ai fini dell'indagine.

L'esame farsa di Suarez

Il procuratore, Raffale Cantone, aveva già ascoltato nelle scorse settimane, due dirigenti del club campione d'Italia: Federico Cherubini e Maurizio Lombardo (quest'ultimo ha chiuso il suo rapporto con la Juventus ad ottobre del 2020). Ora è stato proprio il massimo esponente del club bianconero a finire sotto la lente della Procura che vuole vederci chiaro. Ad inizio febbraio Suarez in un'intervista rilasciata alla trasmissione ‘El Transistor' dell'emittente radiofonica spagnola ‘Onda Cero', aveva rotto il silenzio riguardo questa vicenda chiarendo la sua posizione: "Ho proseguito l'iter per ottenere il passaporto italiano perché era una cosa che andava avanti ormai da un anno".

L'attaccante uruguaiano, che milita nell'Atletico Madrid, aveva anche dichiarato che in quel periodo la Juventus non era stata la sola ad averlo cercato. Sta di fatto che da quella calda giornata di settembre il club bianconero è finito nel mirino della Procura di Perugia che ha avviato un'indagine. Un polverone che ha portato anche Giuliana Grego Bolli, rettrice dell'Università per Stranieri di Perugia, a rassegnare le dimissioni dall'incarico. E ora la Procura di Perugia ha voluto sentire anche Andrea Agnelli, che mesi fa, aveva sempre smentito qualsiasi coinvolgimento del club in questa vicenda: "La Juventus non ha organizzato l'esame di Suarez, al giocatore era stata anche già comunicata la volontà della società di non volerlo più tesserare".