Né Dzeko né Suarez. La Juventus ha virato su Alvaro Morata, che sembra a un passo dal vestire nuovamente i colori bianconeri. Non è un nome totalmente a sorpresa per il mercato dei campioni d'Italia, che avevano già sondato in passato l'Atletico Madrid. Il club spagnolo dopo essersi opposto sembra pronto a dire sì alla Juve (i Colchoneros prenderanno molto probabilmente il Pistolero Suarez, che rimarrà nella Liga). Morata con la Juve ha giocato per due stagioni, ha vinto due scudetti e disputato una finale di Champions League. Dei bianconeri ha sempre parlato benissimo, insomma non è un ex con il dente avvelenato, altrimenti certo non sarebbe tornato. Ma l'esperienza juventina all'inizio non è stata tutta rose e fiori.

Il diritto di recompra del Real mi creò dei problemi alla Juve

In un'intervista rilasciata al ‘Guardian' qualche anno fa, Morata parlò della Juventus e ricordò gli inizi complicati, che erano stati prodotti dall'addio alla Spagna in giovane età (aveva 21 anni) e dal diritto di recompra del Real Madrid, che sfruttò quell'opzione e che riacquistò nell'estate del 2016. Morata non si sentiva tranquillo: "La gente pensa che noi siamo delle macchine ma non è così: dietro ogni cattivo momento ci sono sempre dei problemi personali. Avevo lasciato casa mia molto giovane e quella opzione di recompra in favore del Real mi condizionava un po'".

Ero teso, non riuscivo nemmeno a controllare il pallone

A Torino ha trovato l'amore di Alice, la donna che ha sposato e che lo ha reso padre: "Quando l'ho conosciuta la mia vita è cambiata in positivo, grazie a lei, ora sto bene". Ma gli inizi italiani sono stati molto complicati. Morata è un giocatore dotato di buona tecnica ma era in difficoltà e un giorno si trovò ad avere problemi anche nel controllare il pallone, e un giorno dopo aver chiacchierato con un fisioterapista iniziò a piangere:

Ricordo che durante una sessione di allenamento non riuscivo nemmeno a controllare il pallone come si deve, il fisioterapista mi disse cosa non andava ed io scoppiai a piangere sul lettino dei massaggi. Ricordò che arrivò Buffon e mi tranquillizzò dicendomi che dovevo sfogarmi a casa perché chi mi voleva male avrebbe goduto a vedermi in quello stato.