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Alessandro Nesta racconta la telefonata per la Lazio: “Riattaccai, mia moglie disse: ma sei scemo?”

L’ex difensore rivela un retroscena sulla carriera di allenatore che risale a qualche anno fa. “C’è stato un momento che questa cosa poteva succedere” ma mise subito il cuore in pace e fece tacere la vocina che gli sussurrava dal profondo.
A cura di Maurizio De Santis
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Alessandro Nesta sulla panchina della Lazio. C'è stato un momento che quel pensiero stupendo s'è fatto largo nel cuore (biancoceleste) e nell'animo dell'uomo di calcio, poi la ragione ha preso il sopravvento su tutto e quella pazza idea è finita con una "mezza telefonata" conclusa mettendo giù la cornetta. L'ex difensore ha rivelato il retroscena chiacchierando con Pierluigi Pardo durante "legends road": era Miami assieme alla sua famiglia e un bel giorno gli arriva la confidenza di "un uccellino" che gli fa drizzare le antenne.

La mezza telefonata che gli fece battere forte il cuore laziale

"C'è stato un momento, un po' di anni fa, che questa cosa poteva succedere – le parole di Nesta nel ricordare quell'episodio -. Avevo sentito una mezzo voce… m'era arrivata una mezza telefonata". Il conduttore e telecronista di DAZN sorride e lo incentiva a dire tutto. Nesta lo fa con assoluta sincerità perché la maglia della Lazio è qualcosa che non si può spiegare, è un sentimento profondo cresciuto piano piano assieme ai sogni del bambino che si vedeva giocare all'Olimpico con quella divisa lì addosso. "C'era un periodo in cui non si sapeva se Simone restava… ma quando mi dissero quella cosa io attaccai. Quando ne parlai con mia moglie lei mi disse: allora ci vai? Io risposi di no. La sua replica fu: che hai fatto… ma sei scemo?".

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In buona sostanza, Nesta non se la sentiva di avventurarsi in un'esperienza del genere perché è così grande l'attaccamento ai colori biancocelesti, alla sua storia con la Lazio che il troppo amore spaventa tanto. "È l'unica squadra che mi toglie il sonno. So che la qualità della mia vita cambierebbe: sarei talmente preso che non farei bene". Ecco perché mise subito il cuore in pace e fece tacere la vocina che gli sussurrava dal profondo.

L'esperienza a Monza in Serie A il "rimpianto più grande"

L'ultima volta che Nesta ha portato sulle spalle il peso di stare in panchina è stato a Monza, tappa che definisce il suo "rimpianto più grande" per come sono andate le cose e "per come me la sono giocata perché poi siamo retrocessi". Coi brianzoli ha iniziato a farsi le ossa in Serie A: venne esonerato a dicembre 2024 per i risultati negativi salvo essere richiamato successivamente ma senza riuscire a compiere l'impresa. "Non ci siamo trovati, la mia esperienza finisce qui", disse allora prima di lasciare l'Italia e raggiungere la famiglia che vive a Miami. Lì, in Florida, ha ricoperto anche l'incarico di allenatore del Miami FC salvo tornare in Italia per accomodarsi sulle panchine di Perugia, Frosinone e Reggiana.

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L'abbraccio con Eriksson: "L'ho visto e non ce l'ho fatta, piansi"

Agli emiliani è legato un ricordo struggente, in occasione della sfida contro la Sampdoria, quando al Ferraris organizzarono un evento speciale dedicato all'ex tecnico scomparso per un tumore. "Mi dissi: quando lo incontro non devo piangere – ha aggiunto parlando dell'allenatore che ha scritto le pagine più belle alla guida della Lazio -, poi l'ho visto e non ce l'ho fatta a trattenermi. Ho pianto".

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