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“Vai via! Vattene!”: l’allenatore di basket caccia il suo giocatore dal campo, tutti devono sapere

Il coach di UCLA non ha preso bene un fallaccio del suo giocatore Steven Jamerson nel match di basket NCAA contro Michigan State e lo ha ‘espulso’ dal campo prima dell’arbitro.
A cura di Paolo Fiorenza
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Mai vista una scena del genere, soprattutto di fronte a una platea vastissima come quella che è solita assistere negli Stati Uniti alle partite di basket NCAA. Vedere un allenatore che in diretta TV, davanti a un palazzetto stracolmo e rumoreggiante, ordina a un suo giocatore – urlandogli più volte in faccia e additandolo a tutti con disonore – di uscire dal campo, strattonandolo anche per fargli capire che non scherza, è qualcosa davvero di clamoroso. E infatti la vicenda ha avuto ampio risalto Oltreoceano, nei media e sui social.

Cosa è successo nel finale di Michigan State-UCLA: il fallaccio di Steven Jamerson

L'episodio è avvenuto durante la partita del campionato universitario americano tra Michigan State Spartans e UCLA Bruins. I padroni di casa, numeri 15 del ranking, erano ampiamente favoriti e infatti hanno preso il largo nel punteggio, fino a raggiungere quasi 30 punti di vantaggio. A quattro minuti dalla fine, quando UCLA era sotto di 27 punti, il suo centro Steven Jamerson ha commesso un fallo molto duro su Carson Cooper, lanciato in contropiede per schiacciare.

Il coach Mick Cronin ‘espelle' il suo giocatore prima dell'arbitro

Dopo il contatto, i due si sono ritrovati faccia a faccia ed entrambi hanno ricevuto un fallo tecnico. Invece di aspettare che gli arbitri espellessero Jamerson, il coach Mick Cronin lo ha richiamato subito in panchina, lo ha preso per la maglia e lo ha mandato direttamente negli spogliatoi, in pratica espellendolo lui stesso dal match. L'allenatore insomma non ha gradito che un suo giocatore si comportasse in quel modo, soprattutto considerando che lo aveva fatto in una partita già persa.

Il 54enne Cronin – che ha allenato per tutta la carriera nel basket universitario – ha aggiunto alcuni ‘effetti speciali' per rendere il suo gesto massimamente teatrale: il coach, noto per essere molto esigente e di vecchia scuola quanto alla disciplina (la durezza in campo non deve essere ‘sporca), ha voluto insomma che tutti sapessero che nelle sue squadre colpi su avversari indifesi, come è un giocatore quando lo si prende di spalle, non saranno mai ammessi.

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