Dopo Pelicans, Jazz, Lakers e Clippers, sul parquet di Disney World sono scesi anche i giocatori degli Orlando Magic e dei Brooklyn Nets. La terza partita di NBA, dopo il blocco per il Coronavirus, ha regalato forti emozioni anche prima della ‘palla a due' quando i giocatori delle due squadre si sono inginocchiati per ricordare George Floyd e per supportare il movimento ‘Black Lives Matter'. Lo hanno fatto tutti, tranne Jonathan Isaac: ventiduenne ala dei Magic.

Arrivato alla sua terza stagione con Orlando, e reduce da un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi fino ad oggi, Isaac è infatti rimasto in piedi durante l'inno nazionale americano senza indossare la t-shirt nera del movimento ‘Black Lives Matter': una decisione che ha ovviamente spiazzato non solo i giocatori di fianco a lui, ma anche le migliaia di americani che hanno seguito il match in televisione.

La spiegazione di Isaac

Al termine della partita, vinta da Orlando 128 a 118, Isaac ha provato a spiegare la sua scelta davanti ai cronisti: "Credo che inginocchiarsi e indossare una maglietta Black Lives Matter, non vada di pari passo con il supporto agli uomini di colore. Sostengo ovviamente le loro battaglie, ma non in questo modo. Sapevo che sarebbe stata una decisione difficile, che la gente avrebbe messo in discussione la mia scelta, ma con l'aiuto della fede sono riuscito a prenderla e a portarla avanti".

Poco prima della ripartenza dell'NBA, il commissario Adam Silver aveva dichiarato di non voler costringere i giocatori a stare in piedi durante l'inno: "Rispetto l'atto unificato di protesta pacifica delle nostre squadre per la giustizia sociale, e in queste circostanze uniche non farò rispettare la nostra regola di vecchia data che richiede di rimanere in piedi durante l'esecuzione del nostro inno nazionale".