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Jontay Porter squalificato a vita dalla NBA per scommesse: ha giocato anche sulle sue partite

Jontay Porter è stato squalificato a vita dalla NBA per aver scommesso e per aver diffuso ad altri informazioni riservate che hanno portato a grosse vincite.
A cura di Vito Lamorte
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Jontay Porter è stato squalificato a vita dalla NBA per aver scommesso e per aver diffuso ad altri informazioni riservate che hanno portato a grosse vincite. Una punizione pesantissima quella decisa dalla lega di basket più importante del mondo per il giocatore dei Toronto Raptors.

L'atleta classe 1999  aveva un contratto two-way, quelli che permettono di passare del tempo tra G-League e NBA, ed è stato ritenuto colpevole di aver diffuso “informazioni riservate a scommettitori, limitando la sua partecipazione a una o più partite ai fini di vincere al gioco”. Oltre a questa accusa, Porter ha scommesso lui stesso sulle partite.

Il commissioner della NBA Adam Silver aveva dichiarato che, nel caso in cui le accuse fossero state confermate, ci sarebbe stata la concreta possibilità che il giocatore possa venire bandito per sempre dalla NBA: "Non c'è niente di più importante che proteggere l'integrità delle competizioni NBA per i tifosi, le franchigie e tutti coloro che sono associati a questo sport. Per questo motivo, le violazioni palesi delle nostre regole da parte di Jontay Porter vengono affrontate con la punizione più severa". Detto, fatto.

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L’inchiesta su Porter è ancora in corso ma quello trovato dalla NBA è bastato per comminargli una squalifica a vita. L’indagine ha scoperto che, prima della partita di Toronto del 20 marzo, il cestista americano ha rivelato ad uno scommettitore informazioni sul suo stato di salute e un'altra persona ha scommesso a nome di Porter 80mila dollari sulle sue prestazioni, trasformatasi in una vincita online di 1,1 milioni di dollari che è stata congelata quando sono cominciati i sospetti sul giocatore.

In merito alle sue prestazioni di quella gara un portale online ha notato un’attività insolita per un giocatore di secondo piano e le ha segnalate alla NBA, facendo partire l’indagine.

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