La stella NBA John Wall: “Pagherò a vita il telefono di mia mamma morta. Le mando un messaggio ogni mattina e sera”
John Wall ha toccato tutti col suo recente racconto su come cerchi di avere ancora sua madre ‘nella stanza accanto', come se fosse ancora in vita e non morta per un cancro al seno nel dicembre del 2019. L'ex giocatore NBA – per cinque volte di fila convocato all'All Star Game, dal 2014 al 2018 – ha spiegato di aver già fatto in modo che il numero di telefono della donna resti attivo per sempre, in modo da poterle continuare a mandare un messaggio al mattino e uno alla sera di ogni giornata.
Sono passati ormai quasi sette anni da quel 13 dicembre 2019, quando Frances Pulley morì a 58 anni. Da allora non c'è stato un singolo giorno in cui Wall, oggi 36enne e ritiratosi ufficialmente lo scorso anno dopo due stagioni di inattività, non abbia mandato messaggi alla mamma.
John Wall e l'amore infinito per la madre morta: continua a mandarle messaggi sul telefono
"Mi sono assicurato di pagare la bolletta del suo telefono per tutto il tempo che mi resterà da vivere, così che possa mandarle il mio messaggio ogni mattina e ogni sera. Questo mi aiuta – ha raccontato Wall durante la trasmissione ‘The Enterprise Zone' di Forbes – So che lei non può rispondere, ma posso comunque mandarle i miei messaggi sapendo che nessun altro ha il suo numero".
Del resto quando l'ex velocissimo playmaker dei Washington Wizards, franchigia cui ha legato il suo nome per un decennio, prende in mano il suo smartphone, la prima cosa che vede è proprio sua madre: "Come immagine di sfondo del mio telefono c'è la foto della mia prima partita contro i Sixers, abbiamo vinto e l'ho abbracciata, e la tengo sempre lì".
Era il 2 novembre 2010, partita d'esordio casalinga dei Wizards contro i Philadelphia 76ers. Wall era attesissimo, dopo essere stato scelto al primo giro assoluto del Draft NBA, e quella sera non deluse, chiudendo con 29 punti, 13 assist e 9 palle rubate, e guidando i Wizards alla vittoria ai tempi supplementari. Frances ovviamente era lì a bordo campo ad assistere alla prova del figlio, così come lo aveva accompagnato amorevolmente lungo tutto il suo percorso verso il professionismo, culminato nell'esplosione nell'ultimo anno all'Università del Kentucky. Dopo la fine del match abbracciò subito John e da quel momento e fino a oggi la foto di quell'abbraccio è lo sfondo del suo telefonino.

La carriera di John Wall nella NBA e cosa fa oggi a 36 anni
Wall non ha vinto il titolo NBA che gli era stata pronosticato, complici la caratura complessiva dei Wizards e anche i gravi infortuni che lo hanno costretto a ritirarsi prematuramente dopo due brevi esperienze con Houston Rockets e Los Angeles Clippers. Resta comunque uno dei giocatori più spettacolari degli ultimi 15 anni – vincitore della gara delle schiacciate all'All Star Game nel 2014 – ma anche di grandissimo rendimento al suo massimo, come dimostra il fatto che è tuttora l'ottavo migliore giocatore di sempre per assist a partita nella regular season della NBA con 8,86.
Oggi Wall ricopre il ruolo di ‘president of basketball operations' presso la Howard University e lavora anche come analista dei Wizards per Monumental Sports Network. Inoltre attraverso la John Wall Family Foundation, l'ex stella NBA è molto attiva nella sua città natale (Raleigh, in North Carolina) e nelle comunità locali, portando avanti iniziative benefiche, distribuzioni di materiale scolastico e progetti di supporto per i giovani in difficoltà in memoria della madre.