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Il febbraio perfetto dei Milwaukee Bucks: vinte tutte le partite giocate, sono i favoriti per il titolo

La squadra di Mike Budenholzer, nonostante un Khris Middleton ancora lontano dalla forma migliore e qualche problema fisico di Giannis, ha appena chiuso un mese perfetto.
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A cura di Luca Mazzella
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Non perdono una partita dal 21 gennaio, quando i Cleveland Cavaliers si sono imposti per 114-102 tra le mure amiche. Da allora hanno giocato 15 partite ottenendo 15 vittorie, la miglior striscia dell'anno, sono al primo posto in solitaria nella Eastern Conference e hanno il miglior record NBA, che al momento vorrebbe dire mantenere il fattore campo fino alle Finals di giugno.

Un rullino di marcia da autentica schiacciasassi per la squadra che, nelle graduatorie di inizio anno, non a caso era considerata la favorita assoluta a vincere il titolo. Parliamo, ovviamente, dei Milwaukee Bucks, il team di Giannis Antetokounmpo, che dopo la vittoria in rimonta di questa notte contro i Brooklyn Nets (118-104) ha chiuso un mese di febbraio perfetto e si affaccia agli ultimi 45 giorni di stagione regolare con la consapevolezza di avere il roster forse più completo e collaudato della lega.

Sul percorso della squadra allenata da Mike Budenholzer sono cadute in questa striscia positiva le principali candidate all'anello, con Nuggets, Celtics, Clippers, Lakers, Suns e Heat tra le altre, sconfitte agevolmente da un gruppo che nonostante qualche acciacco fisico del suo miglior giocatore e il recupero del secondo violino Khris Middleton che si sta rivelando più complesso del previsto, oggi sembra lanciatissimo verso le Finals NBA nonostante la folta concorrenza, soprattutto a Est.

A condurre al record attuale (44-17) i Bucks, inutile dirlo, è stato principalmente The Greek Freak, che in una stagione molto meno silente di quanto meriterebbe a livello mediatico – segno di come la lega sia capace di cavalcare alcune narrative salvo abbandonarle senza ragione da un momento all'altro per fini squisitamente di marketing –  sta probabilmente giocato la sua miglior pallacanestro di sempre nella metà campo difensiva, abbinata ai 31.3 punti, 12.1 rimbalzi e 5.3 assist che hanno contribuito a mantenere Milwaukee al vertice nonostante ben 50 partite saltate dalla coppia Middleton-Holiday.

Difesa e profondità del roster sono le chiavi

Oltre al rendimento del Greco, che quest'anno ha dimostrato di saper tirare i remi in barca puntando ad assicurarsi il maggior numero di vittorie dei suoi senza però chiedere uno sforzo maggiore del dovuto al suo corpo, preservato in ottica post-season, è il sistema difensivo della squadra a rendere i Bucks la favorita numero 1 all'anello. Un assetto che peraltro ha aggiunto proprio alla deadline quel Jae Crowder oggetto del desiderio di tutte le contender NBA, pronto ad ereditare il ruolo che nella stagione 2020/21 era di PJ Tucker, specialista difensivo e tiratore che ebbe un ruolo fondamentale nella cavalcata che portò all'anello.

Il tutto per un roster che oggi può contare su una rotazione profondissima di 10 uomini, aggiungendo al core super-collaudato già campione NBA il già citato Crowder, ma anche l'ala ex Grizzlies Grayson Allen, l'esterno australiano Joe Ingles, fondamentale come creatore di gioco nei minuti di riposo di Holiday, e lo specialista difensivo Jevon Carter, aggiunto lo scorso anno nel silenzio generale e oggi elemento imprescindibile di una squadra che ha trovato la sua perfetta quadratura nella propria metà campo, dove Milwaukee può vantare al momento il secondo miglior defensive rating (primo assoluto nella striscia di vittorie dell'ultimo mese e mezzo) della lega e dove Mike Budenholzer può praticamente permettersi i quintetti più assortiti sfruttando i tanti specialisti a disposizione – a partire Brook Lopez a difesa del ferro e Giannis in aiuto, miglior coppia della lega se parliamo di Big – prediligendo a turno la stazza o l'assetto small per fronteggiare rivali che fanno del gioco interno o di quello perimetrale il punto di forza.

Nel frattempo, la franchigia sta cambiando gestione con un'operazione record

Proprio mentre la squadra, sera dopo sera, scalava posizioni nella Eastern Conference fino a toccare la vetta, un'altra operazione veniva condotta in parallelo dal proprietario, o è il caso di dire ex proprietario Marc Lasry (avvicinato negli ultimi anni anche all'Inter) che per la cifra monstre di 3.5 miliardi – la seconda più alta di sempre NBA dopo i 4 miliardi sborsati da Mat Ishbia per mettere le mani sui Phoenix Suns – sta per cedere le quota della franchigia alla Haslam Sports Group.

Un fiume di dollari che supera e di molto i circa 550 milioni con cui l'imprenditore aveva rilevato i Bucks nel 2014 da Herb Kohl, portandoli nel giro di pochi anni all'anello e investendo nella nuova arena, il Fiserv Forum, per dare a Giannis e ai suoi tifosi una nuova e più accogliente dimora. Una gestione che, senza badare a spese (i Bucks hanno il quarto monte ingaggi complessivo e pagano circa 50 milioni di tasse aggiuntive avendo sforato il tetto di questa stagione) ha portato Milwaukee all'anello 2021 e che, dopo lo scorso anno in cui l'infortunio di Middleton ha rovinato i piani di floria, vede oggi la squadra del Wisconson come quella da battere e con il giocatore più dominante del mondo a trascinarla.

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