È morto Bob Pettit il “gigante del basket”: primo MVP in NBA, rivoluzionò il gioco sotto canestro
Bob Pettit si è spento all'età di 93 anni, nella sua casa di Metairie, vicino a New Orleans, in Louisiana. "Molto pacificamente" ha sottolineato nel comunicato ufficiale la sua famiglia senza rendere pubbliche le cause del decesso.
Il ricordo ufficiale di Bob Pettit: l'enorme rispetto dell'NBA
Grandissima commozione nel mondo del basket americano, con la NBA che ha pubblicato un comunicato di assoluta considerazione:
"La famiglia NBA piange la scomparsa di Bob Petit, membro della Naismith Hall of Fame, due volte MVP NBA e membro di tutte e quattro le squadre celebrative dell'anniversario della Lega. Ha alzato l'asticella dell'eccellenza a livelli massimi, diventando il primo MVP NBA, il primo giocatore a raggiungere i 20.000 punti e il primo a vincere quattro volte il premio MVP dell'All-Star Game. La sua leggendaria prestazione da 50 punti in Gara 6 delle finali NBA del 1958 assicurò il titolo a St. Louis Hawks. Oltre a questi successi, Bob ha contribuito a trasformare il ruolo di ala grande. I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Bob, così come all'intera organizzazione degli Hawks"
Anche la Hall of Fame lo ha definito semplicemente un "vero gigante del basket", e omaggi sono arrivati dalla sua Università, la LSU, e ovviamente dagli Atlanta Hawks, eredi della franchigia di St. Louis, e da numerosi media americani e giocatori, a conferma del rispetto unanime dell'atleta e dell'uomo.
La grandezza di Pettit: primo MVP assoluto e i 20 mila punti
Per capire chi fosse davvero Bob Pettit e il suo impatto sul mondo dell'NBA, la nota ufficiale racchiude momenti salienti, tra i quali il riferimento al primo premio in assoluto come MVP, riservato al miglior giocatore di una stagione. Lo fece al suo secondo anno da pro, 1955-56 a soli 23 anni, la stessa in cui conquistò anche il medesimo premio all'All-Star Game, ottenendo 33 dei 50 voti disponibili.
Quasi dieci anni più tardi, alla sua ultima annata in carriera, la 11ª che coincise con quella del suo ritiro, il 13 novembre 1964 divenne il primo cestista a toccare i 20 mila punti. Lo fece in una gara contro Cincinnati, realizzandone 29. Chiuse la sua carriera con 20.880 punti e una media di 26,4 a partita, diventando il primo in assoluto a infrangere un muro allora considerato storico.
L'eredità di Bob Pettit: inventò l'ala grande moderna
L'impatto di Pettit nel mondo del basket andò ben oltre a dati e statistiche, "rivoluzionò" il gioco sotto canestro: fu uno dei primi grandi a muoversi di fronte all'anello invece che di spalle, unendo rimbalsi, tiro da media distanza e penetrazioni, diventando in questo modo il prototipo dell'ala grande moderna.
Lui stesso riconosceva in Karl Malone uno stile affine al suo e il suo modo di interpretare il ruolo ha poi continuato ad influenzare generazioni successive. Da Tim Duncan e Kevin Barnett a Pau Gasol, fino a Kevin Durant che Pettit indicava come il giocatore contemporaneo che preferiva guardare.
Con la sua scomparsa, il basket americano ha perso non solo un campione cristallino ma uno dei pionieri che hanno contribuito a plasmare e trasformare per sempre il gioco che conosciamo oggi.