Un gesto forte, destinato a restare nella storia dello sport. La NBA, il massimo campionato americano di basket nonché il più seguito a livello mondiale si è fermato dopo la decisione di alcune squadre, in primis i Milwaukee Bucks, di non scendere in campo per protestare contro il ferimento dell'afromericano Jacob Blake da parte della polizia a Kenosha, in Wisconsin. Una situazione che ha portato al rinvio a data di destinarsi di tre partite. Una situazione che ha generato un effetto domino con lo stop anche di calcio, baseball e tennis e che potrebbe rappresentare solo l'inizio visto che in un incontro fiume i cestisti capeggiati dalla stella dei Lakers Lebron James avrebbero addirittura proposto di fermare la stagione in maniera definitiva.

Caso Blake, lo sport Usa si ferma per protesta

Prima il basket professionistico maschile e femminile, con tre partite non disputate e rinviate, poi la Major League di Baseball e la Major League Soccer con rispettivamente 3 e 5 incontri saltati e infine il tennis con Naomi Osaka che si è rifiutata di scendere in campo nella semifinale del WTA di Cincinnati. Dura presa di posizione nello sport USA per protestare contro il ferimento dell'afromericano Jacob Blake colpito alla schiena da sette colpi di arma da fuoco da un poliziotto e a serio rischio paralisi. Dalla sete di giustizia, alla volontà di dire basta con le violenze, dagli attacchi a Trump, fino al pieno sostegno al movimento anti-razzista Black Lives Matter: cestisti, tennisti, e sportivi d'oltreoceano sono tutti uniti anche sui social, per cercare di cambiare le cose una volta per tutte.

La NBA potrebbe essere definitivamente sospesa

A tal proposito ci s'interroga su quello che potrà succedere nelle prossime ore. Occhi puntati ancora una volta sulla NBA dopo la riunione fiume nella bolla della Florida dove si stava cercando di chiudere la stagione dopo lo stravolgimento legato al Covid: i giocatori hanno aperto anche alla possibilità di andare avanti ad oltranza, e a tal proposito c'è stato anche chi ha pensato ad una proposta shock, ovvero quella di chiudere definitivamente la stagione. Una sospensione anticipata con la volontà di dare un messaggio forte, che ha tra i suoi promotori secondo quanto riportato da The Athletic, due squadre in particolare ovvero Lakers e i Clippers, le franchigie di Los Angeles.

LeBron James pronto a non scendere più in campo per dire basta alle violenze contro gli afroamericani

Proprio Lebron James stella indiscussa degli gialloviola e uomo simbolo della NBA (protagonista di un tweet al vetriolo( "Fanculo quest'uomo, chiediamo un cambiamento perché siamo stanchi di lui", diretto probabilmente a Trump)  sarebbe tra i principali promotori dello stop. L'ulteriore incontro con i proprietari scioglierà ulteriormente i dubbi sul futuro dei playoff e della stagione che potrebbe comunque per ora andare incontro ad ulteriori sospensioni. I vertici della NBA nel frattempo tremano dopo l'eccezionale investimento effettuato per chiudere il torneo nella bolla di Orlando, da ben 180 milioni di dollari.