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Olimpiadi Tokyo 2020
10 Agosto 2021
10:00

Rosetti negativo al Covid dopo 13 giorni, torna per ultimo in Italia: “Ho buttato 5 anni”

Bruno Rosetti può finalmente tornare in Italia dopo la fine della brutta avventura vissuta in Giappone durante le Olimpiadi. Per il canottiere ravennate è infatti arrivato il tampone negativo che lo ‘libera’ dall’Hotel Covid di Tokyo dove è stato costretto a soggiornare per 13 giorni, assistendo dalla sua stanza alla medaglia di bronzo vinta dai suoi compagni del 4 senza: “Un bruttissimo ricordo che finalmente è finito”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Quando a Giovanni Malagò è stato chiesto di fare il nome di un atleta che più degli altri meritasse di essere citato al termine delle trionfali Olimpiadi dell'Italia, il presidente del CONI non ha avuto dubbi: "Bruno Rosetti fermato da un tampone positivo un’ora e mezzo prima della sua finale. È l’emblema di un’Olimpiade unica. Al momento è ancora positivo, chiuso in una stanza neanche troppo confortevole".

Malagò lo diceva ieri mattina, appena poche ore prima che finisse la brutta avventura del 23enne canottiere ravennate ‘intrappolato' in un Hotel Covid a Tokyo da 13 giorni, dopo che quel maledetto 28 luglio era stato testato positivo poco prima di scendere in acqua nella finale del 4 senza assieme ai suoi compagni di equipaggio. Rimpiazzato da Marco Di Costanzo, aveva assistito in isolamento alla medaglia di bronzo vinta dal quartetto azzurro.

Ieri pomeriggio finalmente è arrivato l'agognato tampone negativo, che ha consentito a Rosetti di prendere subito la via dell'aeroporto Haneda di Tokyo, ultimo della spedizione azzurra ad imbarcarsi per l'Italia. Intercettato dai cronisti di Corriere e Gazzetta, il canottiere si è sfogato contro la malasorte: "Ho buttato cinque anni di lavoro. Ancora non sono riuscito a capire come ho contratto il virus, non ho mai avuto neanche un sintomo".

Grazie all'intervento di Malagò, anche a Rosetti è stata comunque assegnata la medaglia di bronzo per il terzo posto conquistato in acqua dai suoi compagni, ma il canottiere storce la bocca pur ringraziando il numero uno dello sport italiano per aver interceduto presso il CIO: "Inizialmente, quando ho saputo che il presidente Malagò stava lavorando per farmi avere questa medaglia ero quasi indifferente, ero troppo arrabbiato e avvilito, ma ora gli sarò grato a vita. È stato un gesto fantastico, eppure questo bronzo non lo sento mio. Cinque anni di preparazione e sono arrivato a tre ore dalla gara ma non ho partecipato, quindi non la sento mia".

Rosetti racconta cosa è accaduto in quelle drammatiche ore che hanno segnato per sempre la sua carriera sportiva: "Stavo facendo colazione, mi hanno avvertito e sono arrivato all'hotel Covid ancora vestito con la tuta dell'Italia Team. A Di Costanzo ho fatto i complimenti dopo la gara e lui mi ha detto che era anche mia la medaglia, ma cosa doveva dire? Con lui abbiamo gareggiato fino a un mese fa insieme. Ho tifato dall'hotel per le imprese azzurre del canottaggio, anche se le medaglie dell'atletica sono quelle che mi sono rimaste più impresse. Cosa mi resta di questa Olimpiade? Vorrei dire solo un bruttissimo ricordo che finalmente è finito, ma mi resta anche la cordialità dei giapponesi, anche troppa".

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