Perché tra i tedofori di Milano-Cortina 2026 c’è persino l’Uomo Gatto ma non tanti campioni olimpici

Meno di un mese all'inizio ufficiali delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Il giorno 8 febbraio prenderanno il via i Giochi in chiusura poi il giorno 28 dello stesso mese. Nel frattempo però è iniziata la marcia di avvicinamento a questo evento portata avanti dai vari tedofori i quali hanno avuto la possibilità di sfilare per le strade di diverse città italiane con in mano la fiamma olimpica. Personaggi dello sport in generale, ma anche del calcio o nomi noti della musica italiana e dello spettacolo si sono esibiti in questa lunga sfilata attesa con un giorno di festa in varie zone d'Italia. A fare specie però è stata anche la presenza di diversi influencer scelti proprio per indossare la gloriosa tuta bianca invernale e la fiaccola innalzata al cielo.
Da medaglie Olimpiche e Paralimpiche come Giuseppe Abbagnale, Tania Cagnotto, Filippo Ganna o Myriam Sylla e tanti altri, si è passati ad atleti e atlete in modo generico del presente e del passato come Pecco Bagnaia, Fabio Cannavaro, Matteo Berrettini e Massimiliano Allegri finendo ad attori, presentatori e cantanti come Achille Lauro, Gigi D'Alessio, Giuseppe Tornatore o Alessandro Cattelan (solo per citarne alcuni). La sorpresa è stata rappresentata però proprio da influencer e celebrità del web come Gli Autogol oppure Gabriele Sbattella, meglio noto come ‘L'Uomo Gatto', ovvero il personaggio diventato celebre anni fa nel programma ‘Sarabanda' condotto da Enrico Papi. E la domanda sorge spontanea: cosa c'entrano con le Olimpiadi? Il tutto parte da un criterio di scelta ben preciso che però ha dato il via a non poche polemiche da parte degli esclusi.
La selezione dei 10.001 tedofori per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è di fatto un processo molto chiaro che mira a coinvolgere non solo atleti famosi, ma soprattutto cittadini comuni che incarnano i valori olimpici. Ed è proprio su questo punto che si basa anche la scelta dell'Uomo Gatto. La selezione si basa su tre concetti chiave che i candidati devono dimostrare di possedere attraverso la loro storia personale: talento, energia e rispetto. Il processo di selezione è stato aperto a una vasta platea di persone basandosi anche sulle storie di ognuno. Molti tedofori sono stati scelti in base al loro modo di sapersi distinguere in ambito sociale, scolastico o che hanno superato grandi difficoltà personali, diventando modelli positivi.
L'organizzazione ha però tenuto presente anche un altro criterio: la territorialità. È stata data priorità a candidati residenti nelle zone toccate dal percorso della fiamma per rafforzare il legame tra i Giochi e le comunità locali. Ed è qui che rientra l'Uomo Gatto. Il noto personaggio televisivo rientra infatti nel progetto di rendere la staffetta della fiamma un evento popolare e inclusivo, capace di unire volti noti della cultura pop a grandi campioni dello sport. Sbattella è stato protagonista della tappa marchigiana sfilando a Fermo il 4 gennaio 2026. L'Uomo Gatto è originario di Porto San Giorgio ed è un volto molto noto e amato nelle Marche ed è per questo che rientra nel criterio della territorialità. Ma allora perché tanti atleti medagliati sono stati esclusi?

Le polemiche per gli atleti olimpici scartati come tedofori
Il motivo non è una "dimenticanza", ma una scelta strategica e organizzativa basata su alcuni fattori. In primis la filosofia delle "Storie Straordinarie". In pratica l'evento non viene visto come una passerella per soli campioni, ma come un omaggio alla società civile dando spazio a "persone ordinarie con storie straordinarie".
Questo significa che, in molti casi, la storia di un volontario o di un giovane che ha superato ostacoli difficili che la vita gli ha messo di fronte ha avuto la precedenza sul palmarès di un atleta. Ma molti atleti noti potrebbero non essere stati scelti per motivi tecnici o procedurali e anche per una questione logistica, ovvero, la selezione dipendeva anche dalla residenza. Se per una specifica tappa c'erano troppe richieste di atleti famosi, l'organizzazione ha dovuto diversificare i profili. La scelta dell'Uomo Gatto, ad esempui, o di altri personaggi lontani dallo sport invece, può essere motivata dalla volontà dell'organizzazione di massimizzare la visibilità dell'evento sui social e attirare un pubblico non solo sportivo.
Lo sfogo pubblico di diversi atleti esclusi
Ma nonostante tutto non sono mancate le polemiche a partire dallo sfogo di Daniele Caimmi, l'atleta jesino escluso dai tedofori nonostante due Olimpiadi, che non ha preso parte alla sfilata con la fiamma olimpica. Come lui anche Totò Antibo, medaglia olimpica a Seul 1988, e il preparatore di Alberto Tomba (Giorgio D’Urbano). Con loro a protestare per l'esclusione anche l’ex azzurro dello sci Kristian Ghedina: "Non mi avevano chiamato, ho dovuto fare io la richiesta". Senza dimenticare il mancato passaggio della fiaccola ad Abetone, patria di Zeno Colò, l’unico italiano ad aver vinto la medaglia d’oro in discesa libera alle olimpiadi invernali di Oslo nel 1952: "Sarebbe stato bellissimo, sarebbe stato sensato".
L'ultima ad aver criticato la selezione dei tedofori è stata anche Ilaria Bianchi, specialista della farfalla, ed in particolare dei 100 metri. Ha partecipato a quattro Giochi Olimpici, ed è la prima italiana ad aver vinto un titolo mondiale individuale in vasca corta. Sui social l'atleta ha fatto un post sfogandosi: "La fiamma olimpica di Milano Cortina oggi è passata a Bologna – lei è di Castel San Pietro ndr -. L'hanno portata molti atleti e anche influencer, io con 4 Olimpiadi no".