Proprio durante la cerimonia pubblica di commemorazione di Kobe Bryant allo Staples Center di Los Angeles, per rendere omaggio al campione della NBA e alla figlia Gianna Maria scomparsi in un incidente in elicottero a Calabasas lo scorso 26 gennaio, è arrivata la notizia della causa presentata dalla vedova dell'ex stella del basket mondiale alla società proprietaria dell'elicottero, la Island Express.

Secondo quando riporta TMZ, Vanessa Laine Bryant è convinta che il pilota Ara Zobayan, morto nell'incidente anche lui, non avrebbe dovuto alzarsi in volo e fu una scelta negligente per le condizioni meteo di quel giorno: nella causa si fa riferimento anche alla velocità elevata del mezzo, circa 180 miglia all’ora, e alla non sostenibilità per la nebbia e le avversità che si erano riproposte quella mattina. La causa è stata intentata perché la vedova Bryant sostiene l'errore nella valutazione delle condizioni meteo, l'impossibilità di ottenere i dati adeguati prima del decollo e la mancata interruzione del le operazioni una volta appurata la situazione: questi sono i motivi che hanno spinto Vanessa Laine a muoversi per vie legali contro la società di Los Angeles.

Pilota dell’elicottero sotto inchiesta nel 2015 per aver volato con scarsa visibilità

Pochi giorni fa sono emersi nuovi particolari intorno alla tragedia della morte di Kobe Bryant, di sua figlia Gianna e di altre sette persone dello scorso 26 gennaio: proprio Ara Zobayan, pilota dell’aereo che trasportava l’ex star della NBA, era stato sanzionato nel 2015 dalla FFA (Federal Aviation Administration) per una violazione delle regole nello spazio aereo nei pressi dell’aeroporto di Los Angeles l’11 maggio del 2015: secondo quanto riportato dal Los Angeles Times l’elicotterista aveva volato in condizioni di scarsa visibilità senza essere autorizzato.