L’hockey su ghiaccio risorge a Milano: in 3 mila invadono il Santagiulia senza una squadra da tifare

Quanto è terminata Gara 4 delle Finals Four di Hockey su ghiaccio, tra i Broncos di Vitipeno e i Rittner Buam del Renon che si è tenuta sabato sera al Santagiulia, la neonata struttura creata in ottica Olimpiadi invernali? Probabilmente nessuno o pochissimi dei 3 mila tifosi assiepati in curva del PalaItalia, sapranno rispondere accorsi al palazzetto con un altro obiettivo nella mente e nel cuore: sfruttare l'occasione per far sentire quanto ancora pulsa l'amore per l'hockey su ghiaccio a Milano, passione mai sopita e che cova sotto la cenere malgrado dal 2022 la città sia orfana di una squadra e manchi, da 3 anni, anche un palazzo del ghiaccio da cui poter un giorno ripartire.
La surreale favola della tifoseria senza squadra: un fiume rossoblù invade le strade e il palazzetto Santagiulia
Uno scenario surreale si è presentato sabato 10 gennaio nel nuovissimo impianto nel quartiere di Santa Giulia, in Zona Rogoredo a Milano, quando per la sfida delle 20:00 tra Vitipeno e Renon (che poi ha promosso per la finalissima tricolore i Baum che si giocheranno il titolo con Asiago), le strade che portano al palazzetto si sono tinte di colori rossoblù, che nulla hanno a che fare con le due squadre sul ghiaccio.

In circa 3 mila anime si sono ritrovate e riunite per esternare la propria passione, mai sopita, verso uno sport che negli anni 90 aveva scalzato il basket per tifo e seguito, secondo solo al calcio. Un fiume umano, che unito nei colori rossoblù dell'HC Milano, storico club che per un decennio ha conteso il tricolore ai club alpini, segnando pagine storiche dell'hockey italiano, si è poi assiepato sulle tribune del Santagiulia, invadendo la Curva.

Lo spettacolo incredibile in curva: a Milano l'amore per l'hockey è vivo più che mai
Per tutti i tre tempi di gara e oltre, anche dentro al palazzetto si è assistito a qualcosa di surreale: una tifoseria che ha iniziato a cantare, tra bandiere, sciarpe e coreografie, senza mai fermarsi, inneggiando ad una squadra che, dal 2022, non c'è più: una straordinaria storia d'amore, un paradosso sportivo unico in Italia con cui Milano ha voluto dimostrare che la passione per l'hockey su ghiaccio non è morta con il fallimento del club o la chiusura e la dismissione di un palazzetto storico, come l'Agorà di via dei Ciclamini dove si scrissero le pagine più belle di questo sport in città.

Per una sera, è sembrato tornare indietro di 5, 10, 20, 30 anni: tre generazioni si sono ritrovate e incontrate, lanciando un messaggio e un segnale forte soprattutto alle autorità cittadine. A Milano l'amore per l'hockey non è morto, anzi è vivo e si autoalimenta oggi nel ricordo e nella speranza. E pretende di ritornare il prima possibile.