L’atletica sfoga la propria rabbia e sdegno verso Peres Jepchirchir, la campionessa olimpica sospesa per EPO

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La 33enne oro di Tokyo 2021 e campionessa mondiale 2025 di maratona, Peres Jepchirchir, è stata trovata positiva all’EPO e sospesa da ogni attività. L’indignazione del mondo dell’atletica si è sollevata, anche perché al Kenya sono stati assegnati i Mondiali 2029.

"La caduta di un altro Titano". Basterebbe questo titolo di una delle testate più quotate nel mondo dell'atletica, LetsRun, per spiegare lo sconcerto diffusosi a margine della notizia di una sospensione immediata da parte della Athletics Integrity Unit, l'unità di integrità nell'atletica, un panel di World Athletics, nei confronti di Peres Jepchirchir. La pluricampionessa olimpica di maratona, è stata trovata positiva ad un controllo antidoping per una sostanza proibita che si sperava fosse debellata nel mondo dello sport: l'EPO.

Profonda disillusione e fastidio per aver riportato il torbido, rabbia esplosa per un'atleta vincente, oro nella maratona femminile alle Olimpiadi di Tokyo del 2021 e campionessa mondiale nel 2025, e modello di riferimento per molti giovani, che ha macchiato la propria immagine e quella dell'intero movimento della marcia. L'atletica non ha infatti perdonato quanto emerso venerdì 23 ottobre con la decisione di sospensione cautelativa che preclude ad una lunga squalifica: a seguito di un controllo lo scorso agosto in occasione della maratona di Sydney, Jepchirchir era risultata positiva all'assunzione di EPO e per la 33enne kenyota è arrivato l'immediato fermo, con comunicazione ufficiale.

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Peres Jepchirchir nel 2021 a Tokyo: vinse l'oro olimpico alla maratona femminile

Con tanto di retroscena che sono subito emersi e che hanno amplificato la situazione: il dettaglio inquietante emerso al momento del controllo, rivelato dal manager storico dell'atleta, l'italiano Gianni Demadonna che ha ammesso che vi fosse stato uno stallo di circa due ore tra l'entourage della maratoneta e gli ispettori antidoping dell'AIU, prima di procedere alle normali procedure di verifica. Evidenziando un tentativo di prendere tempo che aveva alimentato ulteriori forti sospetti e pesanti critiche sulle modalità con cui gli atleti d'élite kenioti gestiscono i controlli a sorpresa e che, di fronte alla positività, ha reso indifendibile la posizione di Jepchirchir.

Ora, le conseguenze saranno inevitabili: sospensione che si tramuterà in una lunga squalifica e amplia e amplifica la piaga del doping tra atleti kenyoti, il paese africano che conta ormai oltre 140 atleti squalificati o sospesi per violazioni antidoping dal 2017 ad oggi. Già sotto aspre critiche dopo che proprio a Nairobi erano stati assegnati i Campionati Mondiali di Atletica del 2029, decisione che ora molti chiedono a gran voce di ridiscutere alla luce di questa ennesima emergenza doping senza fine.

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