"È stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare, nessuno ci credeva". Le parole di Federica Alemanno, neuropsicologa dell’ospedale San Raffaele, rilasciate in un'intervista al ‘Corriere della Sera', hanno fatto riempire il cuore di gioia a tutta la famiglia Zanardi dopo il grave incidente di Alex in handbike avvenuto vicino Siena lo scorso anno. L'ex pilota di Formula 1 sta proseguendo la riabilitazione all'Ospedale di Padova dopo 7 mesi lunghi e intensi, soprattutto delicati per via delle tante operazioni.

Ma questo passo in avanti di Alex ha davvero restituito il sorriso alla sua famiglia, specie a sua moglie, Daniela Manni, che ha parlato nel corso di un'intervista rilasciata a ‘La Stampa'. Le sue sono parole ricche di speranza: "Ci sono stati dei passi in avanti – ha detto – ma il percorso è ancora molto lungo". In questi mesi Zanardi ha ricevuto 5 operazioni chirurgiche molto delicate. Era stato prima ricoverato in terapia intensiva a Siena, luogo dell'incidente, per poi essere trasferito al San Raffaele di Milano. Oggi, dal 21 novembre, è all'Ospedale di Padova.

Le parole della moglie di Alex Zanardi sulle condizioni dell'ex pilota di F1

Daniela Manni, moglie di Alex Zanardi, ha parlato a ‘La Stampa' delle condizioni di suo marito dopo i progressi rivelati da Federica Alemanno, neuropsicologa dell’ospedale San Raffaele. “Lui fa delle cose, ma non sempre. Ci sono stati dei momenti in cui quelle cose effettivamente venivano fatte – ha detto nel corso dell'intervista – Ci sono stati dei passi avanti, e ci sono stati dei passi indietro. Il suo resta un percorso molto lungo”.

"Tenendogli la mano giorno per giorno sono rimasta sorpresa dalla sua capacità di recupero" aveva detto la dottoressa Alemanno evidenziando proprio i progressi di Zanardi nell'ultimo periodo. Sua moglie però, ha tenuto a precisare comunque un aspetto importante″È una situazione difficile da gestire. Non voglio ritrovarmi i giornalisti sotto casa, non posso spiegare a ognuno di loro – ha raccontato nel corso dell'intervista – Devo concentrarmi sulle cure, giorno per giorno. Magari fra tre mesi avremo modo di parlare”.