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La leggenda del sumo Taro Akebono è morto a 54 anni: fu il più grande “yokozuma”, campione straniero

Taro Akebono è morto all’età di 54 anni a seguito di un infarto improvviso. Originario delle Hawaii divenne una vera leggenda del sumo pur non essendo giapponese d’origine. Per il suo ritiro, nel 2001, venne organizzata una cerimonia con 11 mila spettatori. Dopo l’addio al sumo prese parte a incontri di MMA e wrestling e apparse in moltissimi programmi TV a conferma di una popolarità mai scalfitta.
A cura di Alessio Pediglieri
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Il mondo del sumo piange la prematura e improvvisa scomparsa di Taro Akebono, autentica leggenda di questa disciplina e primo grande assoluto "yokozuma", ovvero campione non di origine giapponese. Akebono è morto per un infarto a soli 54 anni. Ritratosi nel 2001, continuò però a gareggiare, prendendo parte ad eventi di wrestling e incontri di MMA.

Akebono era originario delle Hawaii e il suo vero nome all'anagrafe era Chad George Ha'aheo Rowan. Riuscì però a entrare prepotentemente nel mondo del sumo diventandone un'icona in Giappone iniziando a combattere nel 1988. In pochissimo tempo riuscì a raggiungere il grado più alto di "yokozuna", ovvero di campione straniero, titolo conquistato nel gennaio 1993. Solo in seguito divenne cittadino giapponese prendendone la cittadinanza e cambiando il proprio nome in Taro Akebono.

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Nel mondo del sumo proprio Akebono fu il primo "yokozuna" straniero, capace di far impazzire i tifosi giapponesi per la sua particolare lotta. Dotato di un fisico possente, alto 2.03 metri e con un peso di 233 kg, riusciva facilmente ad imporsi sui propri avversari che venivano letteralmente trascinati fuori dal tatami. In carriera ha vinto 11 campionati nazionali  prima di ritirarsi nel 2001. Durante la sua carriera è riuscito ad attirare milioni di spettatori da tutto il mondo anche grazie alla sua famosa rivalità con i fratelli giapponesi Takanohana Koji e Masaru Hanada, grazie alla quale diede nuova vita a questo sport, in un momento in cui il sumo era relegato in un angolo, senza alcuna visibilità.

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Quando si ritirò dalle gare di sumo, nel 2001, a causa di ripetuti infortuni al ginocchio, oltre 11.000 spettatori parteciparono alla sua cerimonia di addio durante la quale gli venne gradualmente tagliato il ciuffo da 320 amici ed ex concorrenti: "Mi sento triste, molto più di quanto mi aspettassi. Sento che la mia testa è più leggera. Penso che non sia il peso dei miei capelli ma il peso delle mie responsabilità", aveva detto in quel momento. Negli anni successivi all'addio da lottatore di sumo professionista, Akebono non si allontanò dallo sport e continuò a gareggiare in alcuni eventi differenti di MMA e wrestling. Dopo il suo ritiro, fece anche moltissime apparizioni regolari in programmi televisivi giapponesi che ne confermavano la sua indiscussa popolarità.

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