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Jake Paul è stato sospeso a tempo indeterminato dal pugilato: cosa è successo

Jake Paul ha ricevuto una sospensione medica a tempo indeterminato dal pugilato: quali sono i motivi e quando potrà tornare a combattere.
A cura di Paolo Fiorenza
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Jake Paul ha ricevuto una sospensione medica indefinita dalla Florida Athletic Commission dopo la sconfitta contro Anthony Joshua dello scorso 19 dicembre sul ring di Miami. È stato un brutale KO quello incassato dal 28enne youtuber, che dopo essere girato alla larga per evitare il confronto nei primi round, è crollato alla sesta ripresa sotto i colpi devastanti dell'ex campione del mondo dei pesi massimi. La sospensione dall'attività pugilistica a tempo indeterminato è appunto dovuta alle pesanti conseguenze patite da Paul sul piano fisico: l'americano si è ritrovato la mascella fratturata in due punti, un infortunio che ha richiesto un intervento chirurgico con l'inserimento di placche in titanio. Dopo aver potuto ingerire solo liquidi per una settimana, oggi Jake fa ancora fatica a dormire.

Perché Jake Paul è stato sospeso a tempo indeterminato dalla boxe

Non c'è una durata fissa per il rientro di Jake Paul nella boxe agonistica: dovrà essere autorizzato da un medico prima di poter combattere di nuovo, il che è standard per infortuni gravi come questo. C'è un protocollo che viene applicato dopo che un pugile subisce un Knock Out: scatta automaticamente una sospensione medica. Solitamente è di 60 giorni, ma in questo caso – avendo Paul subìto fratture che hanno richiesto l'inserimento di placche di titanio e la rimozione di alcuni denti – la commissione non può stabilire una data di rientro fissa.

La sospensione rimarrà dunque attiva finché Jake – che già non vede l'ora di tornare a combattere, il che va a onore del suo coraggio, comunque la si pensi sul suo ‘contributo' alla boxe – non presenterà certificazioni mediche specialistiche che attestino la completa guarigione ossea e il superamento di test neurologici.

Quando rientrerà Jake Paul nel pugilato: ci vorranno mesi per il via libera

Proprio a causa della sconfitta con Joshua e della conseguente inattività forzata, la WBA a inizio gennaio lo ha rimosso ufficialmente dal suo ranking dei pesi massimi leggeri, dove era al 15° posto. Paul, il cui record da pugile professionista è ora di 12 vittorie (7 KO) e 2 sconfitte (nel 2023 aveva perso ai punti per decisione non unanime contro Tommy Fury), non dovrebbe ricevere il via libera medico prima della seconda metà del 2026. Un infortunio alla mascella è particolarmente delicato per un pugile, poiché un nuovo colpo nella stessa area prima della calcificazione completa potrebbe essere devastante. Tempi lunghi dunque per il suo ritorno sul ring.

Per protocollo, anche Anthony Joshua aveva ricevuto una sospensione precauzionale di 7 giorni, una prassi standard per tutti i pugili dopo un incontro, indipendentemente dal risultato. Purtroppo il 36enne campione inglese in questi terribili giorni ha ben altro a cui pensare, dopo essere scampato per miracolo alla morte nell'incidente stradale in cui hanno perso la vita in Nigeria due suoi carissimi amici.

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