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Schwazer assolto per il caso doping: “Le urine furono alterate”

Il Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per Alex Schwazer per “non aver commesso il fatto”. Secondo il giudice non ci sono particolari dubbi sul fatto che i campioni di urina nel 2016 furono alterati per far risultare positivo l’atleta.
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A cura di Vito Lamorte
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"Archiviazione per non aver commesso il fatto". Con queste parole il Gip del Tribunale di Bolzano ha messo la parole fine al processo di primo grado per doping ad Alex Schwazer. Il giudice ha accolto la richiesta del pm contestando ‘l'opacità" da parte di Iaaf e Wada in merito alle analisi che portarono alla positività e alla squalifica del marciatore altotesino e rilanciando le accuse contro le due associazioni internazionali. Il giudice ritiene ha affermato che non vi siano particolari dubbi sul fatto che i campioni di urina nel 2016 furono alterati per far risultare l'atleta positivo.

Le conclusioni del decreto di archiviazione di 87 pagine del Gip contengono il punto cruciale da cui può partire un'altra indagine, ovvero quella sul complotto e sui suoi protagonisti: "Il Gip ritiene accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer il primo gennaio 2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi, e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell'atleta, come pure del suo allenatore Sandro Donati. Esistono forti evidenze del fatto che nel tentativo di impedire l'accertamento del predetto reato siano stati commessi una serie di reati".

I fatti riguardano la presunta positività al doping di Schwarzer che risale al gennaio di cinque anni e che nell'agosto dello stesso anno aveva portato una squalifica di otto anni per recidiva al doping del marciatore. Lo scorso settembre il comandante del Ris di Parma al tribunale di Bolzano ha dichiarato: “La concentrazione del Dna nelle urine non corrisponde a una fisiologia umana”. Lo scorso mese di dicembre la Procura di Bolzano aveva chiesto l'archiviazione del caso nei confronti dell'ex marciatore azzurro, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008 e oggi è arrivata.

Il ‘caso Schwazer 2' ha avuto parecchi punti poco chiari fin da subito e ha visto coinvolte, come già anticipato, anche l'agenzia mondiale antidoping (Wada), la federazione mondiale di atletica leggera (World Athletics, ex Iaaf) e il laboratorio antidoping di Colonia: proprio nelle stanze tedesche le provette del controllo incriminato sono rimaste dal 2 gennaio 2016 fino al febbraio 2018 quando, a fatica, sono state consegnate alle autorità italiane incaricate del prelievo.

L'archiviazione non permetterà a Schwarzer di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo visto la squalifica del TAS di Losanna fino al 2024 ma non è detto che l'atleta altoatesino non posso impugnare  la sentenza davanti alla Corte Federale Svizzera.

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