Zlatan Ibrahimovic è entrato sul palco di Sanremo su una musica gitana. Il tanto atteso debutto del campione svedese come ospite della 71a edizione del Festival della Canzone italiana, entrata a parte, non è stato però indimenticabile. L'attaccante del Milan vestito di tutto punto infatti nel suo esordio sanremese è stato protagonista di un piccolo siparietto con il presentatore Amadeus durato pochissimi minuti: Ibra ha giocato facendo leva sul personaggio "onnipotente" che si è costruito in questi anni, mentre il direttore artistico del Festival faceva da spalla.

La carica esplosiva che mette quando entra in un campo di calcio e la leadership che gli viene universalmente riconosciuta da compagni di squadra in questa occasione non si sono assolutamente viste. Ci si aspettava un Ibra carico a molla. E invece ci siamo ritrovati Ibra a far la caricatura di se stesso. Niente di epico insomma.

A parziale giustificazione potremmo azzardare che forse l'emozione del palco di Sanremo ha giocato un brutto scherzo anche all'imperturbabile gigante svedese. Lo vedremo a breve. Ma, se è vero che ancora non sappiamo cosa ci riserveranno le altre apparizioni sanremesi del centravanti rossonero, dopo questo primo approccio sul palco del Teatro Ariston la prima certezza sembra essere venuta fuori: Zlatan Ibrahimovic è molto meglio come calciatore che come conduttore.

Il Milan, semmai avesse avuto un minimo dubbio, può dormire tranquillo: il club rossonero non sembra correre rischi sul fatto che lo svedese possa decidere di cambiare mestiere e cominciare una nuova avventura davanti alle telecamere. E lo stesso vale per Amadeus.