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Adam Johnson era stato riportato in vita sull’ambulanza: “Ma il pattino gli ha tagliato la carotide”

Mentre emergono altri dettagli sulla tragica fine dell’hockeista Adam Johnson, piovono accuse pesantissime sull’avversario il cui pattino gli ha tagliato la gola: “Quello è un omicidio”.
A cura di Paolo Fiorenza
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La Ice Hockey Association inglese ha comunicato oggi che dal 2024 in poi sarà obbligatorio indossare una protezione per il collo durante "tutte le attività sul ghiaccio". L'annuncio arriva dopo la tragica morte di Adam Johnson, 29enne giocatore dei Nottingham Panthers deceduto sabato scorso dopo aver subìto un grave taglio al collo causato dal pattino di un avversario durante la partita contro gli Sheffield Steelers. I giocatori nel Regno Unito possono giocare senza protezioni per il collo una volta compiuti 18 anni e Johnson non ne aveva nessuna quando la sua gola è stata squarciata a morte.

L'incidente è apparso subito gravissimo data la quantità di sangue che ha ricoperto il ghiaccio dell'Utilita Arena di Sheffield, di fronte a 8000 spettatori sconvolti. Johnson ha provato a rialzarsi, ma dopo aver fatto qualche metro sui pattini si è accasciato senza più rialzarsi, mentre accorrevano i soccorsi ed intorno a lui compagni ed avversari si disponevano in circolo per sottrarre alla vista e proteggere lo sfortunato hockeista statunitense ex NHL.

Dopo aver ricevuto le prime cure mediche d'emergenza, Johnson è stato portato al Northern General Hospital di Sheffield, ma in seguito è morto per le ferite riportate. Sua zia Kari Johnson stava guardando la partita negli Stati Uniti, in live streaming dalla sua casa nel Minnesota, quando ha assistito al dramma del povero Adam.

"L'abbiamo visto in diretta, è stato orribile. Non posso nemmeno descriverlo perché nessuno dovrebbe vivere quello che abbiamo visto. Il pattino ha tagliato la trachea di Adam e gli ha reciso l'arteria carotide. A un certo punto lo avevano perso nell'ambulanza e lo hanno riportato indietro. Non è riuscito a superare l'intervento chirurgico una volta portato in ospedale. Non riuscivano proprio a fermare l'emorragia. Ha perso troppo sangue", ha detto la donna all'emittente locale KSTP-TV.

Adam Johnson con la maglia dei Pittsburgh Penguins nella NHL
Adam Johnson con la maglia dei Pittsburgh Penguins nella NHL

Intanto volano accuse molto gravi nei confronti di Matt Petgrave, ovvero il giocatore che ha colpito in maniera fatale Johnson col suo pattino. Se la zia di Adam ha insistito nel dire che non pensava che Petgrave avesse intenzione di uccidere suo nipote, definendo tuttavia le sue azioni "sconsiderate", qualcun altro è andato oltre, dando dell'assassino al 31enne canadese. Il conduttore della Fox Jesse Waters era convinto nel classificare l'incidente come "un omicidio".

"Matt Petgrave ha pattinato verso Johnson, ha alzato la gamba e ha tagliato la gola di Johnson sul ghiaccio. Petgrave, l'uomo che lo ha preso a calci, è un giocatore sporco. È canadese ed è stato il giocatore più penalizzato del campionato l'anno scorso. La polizia sta indagando su quello che potrebbe essere un omicidio sul ghiaccio. Per me è un omicidio Sean", ha detto Waters rivolgendosi all'ex giocatore della NHL Sean Avery, che dal canto suo è stato meno assertorio.

"Omicidio è una parola piuttosto pericolosa da usare… ho visto il colpo… ho visto la gamba. Petgrave ha sicuramente cercato di entrare in contatto con il giocatore dei Panthers. Se penso che si sia svegliato e abbia detto: oggi ucciderò qualcuno? No. La tecnologia dei nostri pattini è progredita molto negli ultimi 20 anni. È una lama in titanio, molto fine, più affilata di quelle che usavamo 20 anni fa", ha detto Avery.

Nel dibattito è intervenuto anche un altro ex giocatore della NHL, Chris Therien, che ha paragonato lo scontro ad una mossa di arti marziali: "Sono rimasto letteralmente scioccato e disgustato da ciò che ho visto. Sembrava intenzionale. Era un calcio di kung fu. I miei occhi non mentono, ditemi che sbaglio". Finora Matt Petgrave non ha parlato pubblicamente, ma fonti vicine al giocatore hanno fatto sapere che è "devastato" e che ha ricevuto numerose minacce e insulti online, motivo per cui è stato costretto a chiudere tutti i suoi social.

Pesantissime accuse per Matt Petgrave, il cui pattino ha tagliato la gola di Johnson
Pesantissime accuse per Matt Petgrave, il cui pattino ha tagliato la gola di Johnson

La polizia che indaga sulla morte di Johnson ha affermato che l'indagine "richiederà del tempo", invitando tutti ad "evitare speculazioni sull'incidente". La zia Kari nei giorni successivi ha rivisto il video centinaia di volte ed è arrivata alla conclusione che la manovra di Petgrave era "totalmente inutile": "Chiediamo assolutamente un'indagine completa. Non puoi prendere a calci qualcuno e tagliargli la gola. Mio nipote era alto più di un metro e 80, che tu perda l'equilibrio o meno, avere quella gamba sollevata così in alto e fare un movimento di calcio come ha fatto lui, è semplicemente inaccettabile. Era semplicemente inutile, nessuno lo ha toccato. Sono sicura che il signor Petgrave probabilmente non ha nemmeno pensato alle conseguenze che sarebbero potute derivare da una cosa del genere, ma arriva un momento in cui devi capire che quello non è hockey. E sono sicuro che anche lui ne sta passando tante, ma ha preso il nostro ragazzo. Alcuni di noi in famiglia pensano che sia stata un'azione totalmente inutile, molto, molto brutta da fare".

Kari ha detto che è disposta ad accettare il risultato delle indagini della polizia, ma vuole essere sicura che l'indagine sia quanto più approfondita possibile: "Voglio solo che la facciano bene. Non riporterà indietro mio nipote. Se concluderanno in maniera opposta a ciò che sento, dovrò accettarlo. Ma ho sempre pensato che fosse molto sconsiderato e inutile. Si è preso una vita. Non voglio vederlo per qualcun altro". La donna ha aggiunto che Adam aveva pensato di abbandonare l'hockey prima di avere l'opportunità di giocare per i Panthers nel Regno Unito. Il 29enne si stava preparando ad "appendere i pattini al chiodo" e completare la sua laurea in finanza. Tutto spazzato via da un colpo di lama.

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