Svergognata e Tax Credit: le altre docuserie aiutate dallo stato, da Corona e Wanna Marchi fino a Ferragni
Il caso esploso attorno a Svergognata, la docuserie su Rita De Crescenzo prodotta da Anemone Film e Groenlandia, ha riacceso i riflettori sui finanziamenti pubblici all'audiovisivo, generando però un equivoco di fondo. Nel sistema italiano, infatti, la richiesta delle agevolazioni fiscali è una prassi consolidata, e l'accesso ad alcuni benefici avviene in modo pressoché automatico per chiunque rispetti i requisiti della Legge Cinema, a prescindere dal valore morale del soggetto raccontato. Per comprendere questo meccanismo, Fanpage.it ha consultato il database del Ministero della Cultura che racchiude le opere registrate "ai fini dell’ottenimento di contributi e riconoscimenti, di cui risulta almeno una domanda approvata".
Nell'elenco appaiono le agevolazioni fiscali concesse a produzioni particolarmente divisive: dai 793mila euro per Io sono Notizia su Fabrizio Corona ai 583mila euro per Wanna, il documentario su Wanna Marchi, passando per i 503mila euro di Unica con Ilary Blasi e i 254mila euro di Tax Credit Produzione per il documentario su Chiara Ferragni, fino al Tax Credit riconosciuto a quello su Giulio Regeni.
Le opere che hanno ricevuto aiuti statali, da Corona a Regeni: tutte le cifre
Tra i benefici concessi, la voce prevalente è quella del Tax Credit produzione: un'agevolazione fiscale riconosciuta a chi rispetta i requisiti previsti dalla Legge 220/2016. Tra le opere spicca Io sono Notizia: per la docuserie su Fabrizio Corona, a fronte di un costo complessivo di produzione di 2.446.501,16 euro, è stato concesso un Tax Credit produzione pari a 793.629,36 euro (circa il 32,4% del totale). Un impatto analogo si registra per Wanna, la serie sulle vicende di Wanna Marchi e Stefania Nobile: su un costo complessivo di 1.719.265,51 euro, è stato riconosciuto un Tax Credit produzione di 583.568,76 euro (il 33,9%). Agevolazione ottenuta anche dal racconto biografico di Vasco Rossi in Il Supervissuto, che ha ottenuto 886.130,57 euro di Tax Credit produzione su un budget totale di 2.955.350,57 euro (pari al 30%), e a Unica con Ilary Blasi, che a fronte di un costo di 1.989.011,77 euro ha registrato 503.921,38 euro di Tax Credit produzione (il 25,3%).
Per quanto riguarda Chiara Ferragni – Unposted, a fronte di un costo di produzione pari a 919.013,92 euro, il progetto ha combinato più leve: gli è stato riconosciuto un Tax Credit produzione nel 2018 pari a 254.084,82 euro, un Tax Credit distribuzione nel 2020 di 26.109,35 euro e, nel 2023, un Contributo Automatico alla distribuzione di 49.360,64 euro: in quest'ultimo caso, non si tratta di uno sgravio fiscale, ma di erogazioni dirette in denaro che "premiano" i successi passati della casa di produzione, in questo caso Memo Films.
Nel registro figura anche Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, documentario dal costo complessivo di 381.826,00 euro. L'opera fu al centro di diverse discussioni per la mancata assegnazione dei Contributi Selettivi (finanziamenti attribuiti su valutazione di una commissione di esperti in base al valore culturale dell'opera), ma ha comunque ottenuto un Tax Credit sulla produzione pari a 129.820,80 euro, a dimostrazione di come questo venga concesso a prescindere dalle valutazioni di merito. In coda troviamo la docuserie The Ferragnez, presente nei registri con un costo complessivo dichiarato di 5.695.287,00 euro. Nel 2021 alla produzione è stata riconosciuta la nazionalità provvisoria, ma a questa non è seguita la nazionalità definitiva né l'erogazione di alcuna misura di sostegno, con la voce dei contributi ricevuti rimasta ferma a zero.
La Legge Cinema, dunque, prevede tre strumenti distinti:
- Tax Credit: Non sono soldi versati dallo Stato, ma uno sconto sulle tasse. Se una produzione rispetta i requisiti di legge e copre le spese previste, matura il diritto di pagare meno imposte.
- Contributi Automatici: È denaro vero e proprio, ma non viene assegnato da una commissione. Lo Stato lo calcola in automatico premiando i successi passati della casa di produzione (incassi, premi, occupazione). L'azienda ha però l'obbligo di reinvestire quelle somme in nuovi progetti.
- Contributi Selettivi: Sono i finanziamenti a fondo perduto assegnati in base al merito. Una commissione ministeriale valuta le storie e premia con un punteggio solo le opere di particolare valore culturale o i giovani talenti che faticherebbero a trovare spazio sul mercato.
Il caso Svergognata
Tornando al caso Svergognata, il Ministero precisa che la produzione "non ha presentato alcuna domanda di contributo pubblico, tax credit o altra misura di sostegno economico". In effetti, formalmente, è così. La sola richiesta che la produzione ha fatto è quella di ottenere il riconoscimento di nazionalità, cosa che ha ottenuto in via provvisoria. Questa richiesta, come appreso da Fanpage nel confronto con professionisti del settore, è quasi sempre propedeutica alla richiesta successiva del Tax Credit. Il fatto che la serie sulla tiktoker potesse riceverlo dallo Stato ha scatenato un'ondata di polemiche, ma la richiesta, seppur non ancora formalmente avvenuta – avrebbe avuto tutto il senso di esistere. Inoltrarla non significa voler accedere a un privilegio, ma far valere un diritto previsto dalla legge.