
Quando Maria De Filippi decide di fare le cose in grande non ce n'è per nessuno, dirà giustamente qualcuno davanti alle grida incredule del pubblico di Amici per Zendaya e Robert Pattinson, che piombano a sorpresa in studio come ospiti della seconda puntata del serale di questa stagione.
I due interpreti fanno un breve passaggio nel talent per presentare il loro ultimo film Drama e approfittare per un messaggio da pace nel mondo agli allievi che sono riusciti a raggiungere l'obiettivo della fase finale di questa edizione. "Vi stavamo guardando da dietro le quinte e devo dire che siete davvero bravi da paura, mi avete davvero colpito", dice Pattinson. Gli fa eco Zendaya: "Io stavo per dirvi la stessa cosa, non parliamo la stessa lingua, non ci siamo mai incontrati, ma sono rimasta sconvolta davanti al vostro talento. Non credo abbiate bisogno dei miei consigli".
La sorpresa per l'apparizione di Zendaya e Robert Pattinson è grande, ma la magia dura poco. Tornati alla realtà del programma, la consueta dinamica di conflitto tra i professori ha ripreso il sopravvento. Zerbi contro Cuccarini, Celentano contro Peparini e Cuccarini, la novità di D'Alessio contro Pettinelli che pare caratterizzare questa nuova edizione. Un meccanismo che, pur facendo rumore, finisce per oscurare il talento e ridurre Amici a un campo di battaglia più che a una vetrina per le giovani promesse.
Il contenitore Amici è da sempre una creatura multiforme, plasmata a seconda delle esigenze, in cui l'equilibrio tra il fattore intrattenimento e quello del talent show è un'equazione in continuo aggiornamento. Le ultime edizioni dicono che la bilancia si è spostata pesantemente sul piatto dell'intrattenimento a scapito del talento.
De Filippi, che ha sempre dimostrato di vedere nuvole di crisi quando sono ancora lontane, corre ai ripari in questo momento di affanno ripiegando sulle star internazionali come ospiti. Una costante anni fa, quando i divi di Hollywood erano presenze fisse in qualità di giudici speciali, che pare una misura d'emergenza oggi, per rispondere all'apparente stagnazione creativa in cui si trova il talent più longevo della storia della televisione italiana.